sabato 26 marzo 2022

Cronache dagli anni senza Carnevale/748. Le ore di studio matto e allegro, felice

 


 

Il sabato è sempre un giorno gioioso e oggi l’ho trascorso di nuovo immersa nella poesia di Piera Oppezzo. Il mattino per preparare il mio intervento, il pomeriggio perché alla Casa delle Associazioni e del Volontariato, abbiamo visto insieme il film di Luciano Martinengo Il mondo in una stanza e poi abbiamo raccontato di lei, delle sue poesie e ne ho anche lette alcune. La sala era piena ed è stato bello condividere con le persone presenti la vicenda umana e artistica di Piera Oppezzo. Dopo siamo andati a prendere un aperitivo al Bar Atlantic dell’Esselunga, la piazza era piena piena di bambini che giocavano e i loro giochi, le grida, le corse, mi hanno messo una grande allegria. Sarebbe bello se a tutti i bambini del mondo fosse reso possibile di pensare solo a giocare e a studiare, due delle attività dell’esistenza di noi umani che sono imprescindibili per vivere una buona vita. Se le attività ludiche sono comuni anche tra molte altre specie, soprattutto i mammiferi, lo studio è davvero qualcosa di così tipicamente umano e, per fortuna, negli ultimi decenni si è affermata l’idea che lo studio non appartenga più soltanto alle prime fasi della vita, infanzia e adolescenza, ma che possa essere un’attività che ci accompagna e ci aiuta a dare senso al nostro stare al mondo lungo tutto il corso della vita. Anche per me è così, non ho mai smesso di studiare, dopo sociologia, scienza politica, economia che ho studiato da ragazza insieme alla lingua e letteratura italiana, francese, inglese e americana, spagnola e russa, i miei interessi si sono via via indirizzati e concentrati su psicoanalisi e psicologia, neuroscienze e filosofia, una nuova grande sfida per me che mi appassiona e mi appaga.

 

 

Quando la sete e la fonte sono la stessa cosa

 

Il luogo è sempre quello,

un tavolo o una scrivania.

Il silenzio della casa intorno,

infranto solo dai sussurri

dei libri. Più sommessi quelli

dei già letti, più intensi

quelli dei libri nuovi. Cosa

avrò imparato alla fine di questo

viaggio che è un libro appena

finito? Non lo so, per questo

apro la prima pagina con

la matita in mano, il quaderno

degli appunti e una sete che

cresce pagina dopo pagina,

mentre la fonte che disseta,

è il libro stesso che mi cattura

e dona senso a queste ore di

studio matto e allegro, felice.

 

 

 

È stata una buona e bella giornata questa, una giornata allegra e piena di calore umano e di poesia. Questo sabato 26 marzo del terzo anno senza Carnevale e del primo anno di guerra. Questa Cronaca 748, studiosa come me, è seduta dall’altro lato del tavolo e studia, seria e concentrata.

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