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domenica 5 aprile 2015

Quando si limita il numero delle azioni, si aumenta la profondità di ogni esperienza

Questa vita fa sentire in pace. Non perché dentro si spengano tutti i desideri: la capanna non è un albero del risveglio buddhista. La vita da eremita riconduce le ambizioni alla misura del possibile. Quando si limita il numero delle azioni, si aumenta la profondità di ogni esperienza. Leggere, scrivere, pescare, scalare i fianchi della montagna, pattinare, vagare nei boschi... l'esistenza si riduce a una quindicina di attività. Il naufrago può contare su una libertà assoluta ma circoscritta al perimetro della sua isola. Nelle storie di naufragio, dapprima il protagonista tenta di evadere costruendo un'imbarcazione: è convinto che tutto sia possibile e che la felicità lo attenda al di là dell'orizzonte. Respinto a riva, capisce che non riuscirà a fuggire e, più calmo, scopre che la limitazione è fonte di felicità. A quel punto si dice che è rassegnato. Ma lo è veramente? Non più del cittadino che, sotto i lampioni di un boulevard, comprende all'improvviso che non gli basterà l'intera esistenza per cedere a tutte le tentazioni che la vita gli offre.
5 aprile


Sylvain Tesson
Nelle foreste siberiane
traduzione di Roberta Ferrara
Sellerio 2012

venerdì 27 giugno 2014

Scrivere è sapere che dall’altro lato delle parole c’è qualcosa che cerca d’uscire dal silenzio

Nella mia esperienza la spinta a scrivere è sempre legata alla mancanza di qualcosa che si vorrebbe conoscere e possedere, qualcosa che ci sfugge. E siccome conosco bene questo tipo di spinta, mi sembra di poterla riconoscere anche nei grandi scrittori le cui voci sembrano giungerci dalla cima d’una esperienza assoluta. Quello che essi ci trasmettono è il senso dell’approccio all’esperienza, più che il senso dell’esperienza raggiunta; il loro segreto è il saper conservare intatta la forza del desiderio.
In un certo senso, credo che sempre scriviamo di qualcosa che non sappiamo: scriviamo per rendere possibile al mondo non scritto di esprimersi attraverso di noi. Nel momento in cui la mia attenzione si sposta dall’ordine regolare delle righe scritte e segue la mobile complessità che nessuna frase può contenere o esaurire, mi sento vicino a capire che dall’altro lato delle parole c’è qualcosa che cerca d’uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio, come battendo colpi su un muro di prigione”.
Italo Calvino 
Mondo scritto e mondo non scritto 
Mondadori 1983

venerdì 21 febbraio 2014

La quieta pausa tra due respiri profondi

E poi: si vive tanto, e la vita trabocca di esperienze. Eppure... si porta in se stessi, ovunque con sé, una grande e feconda solitudine. E talvolta, il momento fondamentale di una giornata è la quieta pausa tra due respiri profondi, quel tornare fino s se stessi in una preghiera di 5 minuti.
22 aprile 1942


Etty Hillesum nella traduzione di Lorenzo Gobbi
Il bene quotidiano
Breviario dagli scritti (1941-1942)
Edizioni San Paolo 2014

martedì 16 aprile 2013

Nella stanza della coscienza

L’esperienza non è mai limitata e non è mai completa; è una sensibilità immensa, una sorta di enorme ragnatela di sottilissimi fili di seta, sospesa nella stanza della coscienza, che cattura nel suo tessuto ogni particella portata dall’aria.

Henry James ne L’arte della narrativa del 1884 citato da Edoardo Boncinelli 
ne La Lettura del Corriere della Sera