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mercoledì 7 ottobre 2020

Cronache dall’anno senza Carnevale/213: ore arancioni, o rosa, l'alba e la sera in autunno come specchi accesi

 


Ogni stagione ha la sua regina, pensiamo. L’autunno, invece, ha una moltitudine di regine e cavalieri che danzano al suono di un rinnovato amore. Che cantano sulla soglia dell’ultimo mutamento.

Danzano le foglie il valzer rosso del tramonto, cantano le foglie quel canto che non possiamo udire perché il nostro orecchio è sordo a quella melodia e ricettivo solo al brusio del mondo che si sta ritirando dal palcoscenico della realtà.

Scopriamo, così, che ogni movimento genera il suo doppio nel chiuso delle nostre case, osserviamo il


“crepuscolo autunnale:
da solo faccio visita
a un'altra solitudine”

 

La solitudine sotto i vasti cieli della stagione bella è raddoppiata nei cieli squadrati, nascosti negli angoli dei soffitti. Se abbiamo lasciato una solitudine languire sotto i cespugli di mirto, in riva al mare, troveremo la solitudine gemella accartocciata in fondo al divano.

In solitudine facciamo economia di parole e di sguardi, di voce e di sogni. Ma se lasciamo che le due solitudini si incontrino, se lasciamo che scoprano la pienezza del diventare un’unica solitudine, se smettiamo di avere paura, ecco che questa nuova solitudine stellata sboccia, se smettiamo di cercare presto avremo trovato e insieme si fonderanno le


“Ore arancioni, o rosa: l'alba e la sera in autunno.
Le piccole foglie gialle cadute dall'acacia formano sulla terra bruna tanti bagliori immobili, muti, come specchi accesi”.

 

Le solitudini umane e quell’unica solitudine, luminosa, calda, nitida, sarà pronta per cercare non più la gemella, ma l’impronta precisa dell’amore.

Saranno specchi accesi anche gli occhi dei nuovi innamorati, saranno sillabe di un nuovo linguaggio i sospiri degli amanti. Le alcove offriranno riposo ai viandanti.

E anche noi ci fermeremo, almeno per oggi, ci fermeremo tra le città e le piazze, tra il silenzio e il sole. E poi affronteremo quello che verrà. Buono o cattivo il giorno nuovo sarà tutto da tessere, tutto da costruire.

E poi accenderemo il fuoco. E sentirò bussare alla mia porta. E saprò che sei ritornato.

 

La Cronaca 213 nasce il settimo giorno del mese di ottobre dell’anno senza Carnevale. La prima citazione è un haiku di Yosa Buson, in Haiku. Il fiore della poesia giapponese da Bashō all'Ottocento, a cura di Elena Dal Pra, Mondadori 1998. La seconda citazione è composta di alcuni versi di Philippe Jaccottet dell’ottobre 1975, tratti da Appunti per una semina. (Poesie e prose 1954-1994) e La semina (1971 e 1984), traduzione di Antonella Anedda, Fondazione Piazzolla 1994.


giovedì 11 gennaio 2018

Il vento dell'inverno

C’è una meta
Per il vento dell’inverno:
il rumore del mare


Ikenishi Gonsui
in
Haiku
Il fiore della poesia giapponese
da Bashō all'Ottocento
a cura di Elena Dal Pra
Mondadori 1998

venerdì 20 gennaio 2017

il vento dell'inverno

C’è una meta
Per il vento dell’inverno:
il rumore del mare


Ikenishi Gonsui
in
Haiku
Il fiore della poesia giapponese
da Bashō all'Ottocento
a cura di Elena Dal Pra
Mondadori 1998

giovedì 3 novembre 2016

la luna e la solitudine

Notte di luna velata:
qualcuno è fermo
tra i peri del giardino


Yosa Buson
in
Haiku
Il fiore della poesia giapponese
da  Bashō all'Ottocento
a cura di Elena Dal Pra
Mondadori 1998

mercoledì 2 novembre 2016

Una foglia e la solitudine

Cade una foglia di paulonia -
perché non vieni
nella mia solitudine?


Matsuo Bashō
in
Haiku
Il fiore della poesia giapponese
da Bashō all'Ottocento
a cura di Elena Dal Pra
Mondadori 1998

sabato 10 settembre 2016

Il colore del cielo

Il giorno irrompe - 
il colore del cielo 
si cambia d'abito.


Issa Kobayashi

domenica 15 maggio 2016

fiorisco la magnolia come l'anima mia

Come l'anima mia
la magnolia fiorisce - 
sto meglio.

Kawabata Bosha
Il muschio e la rugiada
antologia di poesia giapponese
BUR 1996

sabato 14 maggio 2016

la strada verso casa brilla con le foglie dei gelsi

Come brillano le foglie
dei gelsi - prendo la strada
del ritorno a casa.

Mizuhara Shuoshi
Il muschio e la rugiada
antologia di poesia giapponese
BUR 1996

venerdì 13 maggio 2016

per questo cuore - sono caduti i fiori

Quieta è la luce 
nei giorni di primavera,
ma non c'è pace 
per questo cuore -
sono caduti i fiori. 

(Kokin. 2, 84)

Ki No Tomonori
Il muschio e la rugiada
antologia di poesia giapponese
BUR 1996



sabato 5 dicembre 2015

Le strade solitarie dell'autunno

Nella sera d'autunno
lungo questa strada
non un viaggiatore

Matsuo Bashō
in
Haiku
Il fiore della poesia giapponese
da Bashō all'Ottocento
a cura di Elena Dal Pra
Mondadori 1998

venerdì 4 dicembre 2015

una visita autunnale

crepuscolo autunnale:
da solo faccio visita
a un'altra solitudine

Yosa Buson
in
Haiku
Il fiore della poesia giapponese
da  Bashō all'Ottocento
a cura di Elena Dal Pra
Mondadori 1998