Visualizzazione post con etichetta Cézanne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cézanne. Mostra tutti i post

venerdì 6 luglio 2012

Scrivere è un viaggio nel buio

Ogni romanzo è un viaggio nel buio, intervallato da una luce cosmica e da una luce creaturale. Per essere più preciso, ho pensato a Cézanne e ho pensato a Rembrandt. Ma si sa che i rapporti fra le arti devono essere casti.
La scrittura è secca, la risposta al dramma è lirica. Di più non posso dire. Il mare, il vento, le stelle, tutto si convoglia nel viaggio; sulla terra, il male, la violenza hanno origine lontano, nei secoli.
In ogni ora che passa vi sono diamanti estremi, nell'ora più semplice. Ho pensato agli Ossi di seppia di Montale e al Cimitero marino di Valéry, ai due grandi interlocutori del golfo di Genova e del Golfo di Marsiglia, alla loro meditazione su rive scoscese e tra le pietre dorate e le tombe assalite dai marosi.
So che ogni libro in cui si allude al destino umano è un fallimento. Se poi vi è di mezzo un marinaio che vede buona parte delle cose sulle sue palpebre chiuse...


Francesco Biamonti
Scritti e parlati
I silenzi di Attesa sul mare
Einaudi 2008

mercoledì 4 luglio 2012

Scrivere innaffiando le mimose

Anche quando sono lì che annaffio le mimose penso a delle frasi, mi creo gli stilemi per la scrittura, penso a come esprimere una certa sensazione, e dentro di me mormoro una frase, poi la rielaboro, perché troppe parole nascondono le cose. E allora penso a Cézanne, a come avrebbe visto le cose lui, a cosa avrebbe tagliato.


Francesco Biamonti
Scritti e parlati
da un colloquio con Giovanni Turra
Einaudi 2008