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domenica 12 giugno 2016

e guardare diventa le sue foglie

Mattino
Ho un acero, fuori casa, e tutto è lontano qualche volta
tutto passa nelle cose senza contorno
ho un acero misterioso come una città sommersa
e guardare diventa le sue foglie, l’ombra premuta
metà sulla strada metà nel giardino
la luce di ciascun giorno
dove le voci si appuntano e si disperdono.
Siamo l’acqua versata sulle pietre dei morti
sul filo teso tra la preghiera e il canto
siamo la neve dentro le cose
l’occhio cui tutto allucina, tutto separa
e vivere è un minuscolo posto nel mondo
dove stare in giardino.
Pierluigi Cappello
Azzurro elementare
Restare

Poesie 1992-2010
Rizzoli 2013

venerdì 10 giugno 2016

stai ogni giorno dentro le parole, nella forma delle cose

Poiein

Tu sei di qui, di questo mondo
l’ombra delle tue dita si stampa
sul candido del foglio, la punta della penna;
stai dentro le parole, stai ogni giorno dentro le parole
nella forma delle cose mentre le si osserva
e ogni forma diventa una forma di tristezza
il tuo lungo ingresso alla cenere.

Rimetta a noi i nostri cieli la parola aggiustata,
un segnale nutrito dal lampo nel poco di nessun conto
nel conto dei giorni vissuti senza cura
e abbracci, ma senza abbagliare,
ogni minuto preso dal vento
e il presente di queste mani
come se fosse eterno.

Pierluigi Cappello
Azzurro elementare
Restare

Poesie 1992-2010
Rizzoli 2013

sabato 12 settembre 2015

Il suo respiro, il filo e la sostanza del poeta

NAMAZIANO

Non le barche, le scapole dei servi
amare al peso del trasloco, o l’alba
marina di Roma; lui magister
alzò su di sé lo sguardo, divenne
zona viva tra il suo respiro e l’altro
il filo e la sostanza del poeta;
allora non fu partenza il congedo:
nero, in mezzo, lo scalpito del mare
oltre l’indice teso del pontile.

Pierluigi Cappello
Azzurro elementare
Il settimo cielo
Poesie 1992-2010
Rizzoli 2013


venerdì 11 settembre 2015

Il foglio battuto dalla luce

Un foglio

Questo foglio. Battuto per tre quarti
dalla luce. Nella sua luce cresca
l'incerto zampettio delle parole.

Pierluigi Cappello
Azzurro elementare
Il settimo cielo
Poesie 1992-2010
Rizzoli 2013

domenica 17 agosto 2014

Un acqua che ha ancora sapore di nuvola

Assaggia dalle mie dita

Assaggia dalle mie dita un po’ di quest’acqua
di questa che ha ancora sapore di nuvola
che tornerà nuvola
c’è come una desinenza concorde
un muto cospirare di cerchi
in questo alfabeto
e così anche tu tornerai
come passi adesso che passo
senza toccarti
è la medesima semplicità del sasso
pronta a risolversi in polvere
è la medesima semplicità del silenzio
il silenzio, soltanto, perfetto.

Pierluigi Cappello

martedì 12 agosto 2014

Che cos'è questa parola verdeggiante d'amore

Una rosa

Che cos'è quella rosa sul tavolo
ferma nella sua freschezza come un lago alpino
alta nel suo silenzio più del fragore
dei quotidiani affastellati lì accanto
più del disordine dei notiziari,
la concitazione delle chiavi di casa.
Che cos'è questa parola verdeggiante d'amore
se non il suolo dove lasciarsi cadere
la penombra di un bosco da attraversare
e la mano che si apre e prende la mia
e mi conduce a me.

Pierluigi Cappello

giovedì 1 maggio 2014

L'albero è capovolto, la radice è nell'aria

Piove

Piove, e se piovesse per sempre
sarebbe questa tua carezza lunga
che si ferma sul petto, le tempie;
eccoci, luccicante sorella,
nel cerchio del tempo buono, nell'ora
indovinata
stiamo noi, due sguardi versati in un corpo,
uno stare senza dimora
che ci fa intangibili, sottili come un sentiero
di matita
da me a te né dopo né dove, amore,
nello scorrere
quando mi dici guardami bene, guarda:
l'albero è capovolto, la radice è nell'aria.

Pierluigi Cappello
Mandate a dire all'imperatore
Crocetti 2010

domenica 13 aprile 2014

Nulla nessuno, in nessun luogo mai

Mandate a dire all'imperatore
.........nulla nessuno in nessun luogo mai
.........................Vittorio Sereni
Così come oggi tanti anni fa
mandate a dire all'imperatore
che tutti i pozzi si sono seccati
e brilla il sasso lasciato dall'acqua
orientate le vostre prore dentro l'arsura
perché qui c'è da camminare nel buio della parola
l'orlo di lino contro gli stinchi
e, tenuti apena da un battito,
il sole contro, il rosso sotto le palpebre
premerete sentieri vastissimi
vasti da non avere direzione
e accorderete la vostra durezza
alla durezza dello scorpione
alla ruminazione del cammello
alla fibra di ogni radice
liscia, la stella liscia, del vostro sguardo
staccato dall'occhio, palpiterà
né zenit né nadir
in nessun luogo, mai.

Pierluigi Cappello

venerdì 11 aprile 2014

Questa è la terra, il blu che vedi è mare

Elementare

E c'è che vorrei il cielo elementare
azzurro come i mari degli atlanti
la tersità di un indice che dica
questa è la terra, il blu che vedi è mare

Pierluigi Cappello

lunedì 9 settembre 2013

Stare dentro un'altra luce

Restare

Gli occhi si sono fatti di sale nel voltarmi
i pensieri si sono fermati nei gesti, nel silenzio delle cose fatte;
ho raccolto le briciole del dopopranzo
e le ho scosse nell’aria vitrea del giardino
dove è appena spiovuto e irrompe il sole.
Qui, anche il più lieve soprassalto del merlo oltre la siepe
sta fermo e stanno ferme le mie parole come navi in bottiglia.
La vostra lingua è la mia, ma la mia non è la vostra
mi son sentito pensare mentre in casa lampeggia in penombra
il televisore e una musica epica diffonde l’eleganza di una berlina.
Tengo per me cos’è curare il fuoco
l’odore spesso di legna bagnata, lo stoppino fra le dita
lo stare di tutti i giorni nelle cose da fare, dentro un’altra luce
rotta dalle nuvole, un diverso tramontare allacciato agli alberi alti
pieno negli occhi delle case, sulle bestie dei poveri;
un po’ qua un po’ là
si sta soli così, oggi, un giorno così, un giorno più soli.

Pierluigi Cappello
Mandate a dire all’imperatore 

Crocetti, 2010

mercoledì 1 maggio 2013

Nel mese di maggio

Dal mio giardino si vedono così e non si possono
spiegare
l’accordo dell’azzurro rarefatto e quello del verde
che sale e si fa spazio in certe mattine di maggio
quando il calore viene sulle braccia scoperte
e tocca il tendine d’azzurro e il tendine di verde
che credevamo spenti, nella nostra testa di oggi,
tanti anni fa. In mattine così, la terra si piega
e si anima in cose inanimate come i sassi
nel brulichìo nascosto dalle foglie, nel nostro
essere muti e felici di non avere un nome.
Forse daremo un nome a questa luce sugli occhi,
alla rondine scolpita dall’aria mentre passa,
all’ombra durata un battito sulle nostre mani;
forse saremo infanzia e chiuderemo il pericolo
nel nome del pericolo e allontaneremo le nostre spalle
dalla città abbagliata e splenderanno amate dal caso
e dal vento le nostre impronte quando qualcuno
chiuderà
il cancello dietro a noi, e ci guarderà partire.

Pierluigi Cappello
Mandate a dire all'imperatore
Crocetti editore 2010

giovedì 18 aprile 2013

Il cammino e la rosa: la poesia

Se tu cammini a passo d'uomo, puoi apprezzare una rosa nei suoi minimi dettagli.

Pierluigi Cappello

venerdì 27 luglio 2012

L'intermittenza della poesia

La poesia apre la finestra sul mondo delle possibilità e, soprattutto in questo particolare momento storico, raccoglie uno stare all’opposizione. Per scrivere versi è determinante un particolare uso del tempo, la diluizione del gesto e dello sforzo. Le mie poesie nascono per successivi appunti dove l’incertezza è la regola. Mentre il linguaggio economico, commerciale è fondato sulla certezza della comunicazione, su messaggi il meno possibile soggetti a fraintendimenti, nei versi prevale l’incertezza del risultato. Quando inizio a scrivere una poesia non so nulla, posso perdermi per strada, esiste una straordinaria possibilità di dissipazione. In fondo si tratta di gratuità: non scrivo mai pensando a dei lettori, ma la mia prima preoccupazione è ridurre lo spazio tra quel brusio interiore - che è la nostra capacità linguistica inesausta non solo quando verbalizziamo, ma anche quando pensiamo - e la sua pronuncia. In quella intermittenza dove dispongo del mio continente e lo faccio affiorare, lo faccio nascere al mondo, lì c’è poesia. È il punto di sutura e la preoccupazione prima è proprio di avvicinare i due lembi di realtà.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/pierluigi-cappello#ixzz21pNe34lC



interessante intervista al poeta Pierluigi Cappello
di Giulia Valsecchi