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sabato 16 novembre 2013

Scrivere è avere chiarezza di visione e assoluta mancanza di sentimentalismo

Qual è l'influenza della O'Connor sulla letteratura americana? 

«È un' autrice ammirata e imprescindibile. Non si può dire che abbia formato una nuova generazione di autori cattolici e ripeto che la sua influenza è nella chiarezza della visione e nell'assoluta mancanza di sentimentalismo. In lei si intravede l'inizio del lavoro di Donald Barthelme e di Raymond Carver: una versione originale e cristallina di scrittori che non avevano un rapporto condiscendente o romantico con i propri personaggi»

frammenti dell'intervista di Antonio Monda a Michael Cunnigham su Flannery O' Connor

Repubblica 7 ottobre 2013

venerdì 4 gennaio 2013

L'amore è un'esperienza che fa intuire l'eternità


«Davvero esiste qualche differenza tra l'amore che viviamo e quello che ci appassiona leggendolo nei libri?». 
Così l'autore, che con The Hours ha vinto il Pulitzer, compila una sorta di biblioteca esistenziale: 
«È difficile citare un grande libro che non parli d'amore: Madame Bovary, Anna Karenina, Morte a Venezia, Il Grande Gatsby, Ulisse, Cent'anni di solitudine. Ogni libro importante che ho letto non solo ha influenzato la mia scrittura e la mia vita, ma ha allargato i miei orizzonti sull'amore». 
Nel modo in cui racconta i propri gusti emerge a volte un elemento dolorosamente intimo, che aiuta a chiarire le scelte letterarie: 
«Spesso ho regalato libri che parlano d'amore: letteratura e cinema sono mediazioni e visioni insieme e ci servono perché sono convinto che l'amore sia un'esperienza che ci fa intuire l'eternità». 
Chi ha scritto le pagine migliori sul tema? 
«Tolstoj con Anna Karenina e Thomas Mann con Morte a Venezia.
E nonostante non sia uno dei miei libri preferiti, Schiavo d'amore di Somerset Maugham è una delle storie d'amore più appassionate che siano mai state scritte».

frammento dell'intervista di Antonio Monda a Michael Cunningham
Repubblica 12 settembre 2012