sabato 25 dicembre 2021

Cronache dagli anni senza Carnevale/657. Sbucciare i mandarini e schiacciare le noci, anche questo è Natale

 

 

Sssttt, silenzio e ancora silenzio. Il giorno della nascita volge al termine, il bambino è entrato nel mondo e nel tempo. Non sapremo nulla, o quasi, della sua vita per molto, molto ancora. Una vita durata un soffio che ogni anno per noi inizia con l’Annunciazione, l’Avvento, la nascita e si conclude nella Pasqua dell’anno successivo, con la Crocefissione, la morte e la Resurrezione, la seconda nascita. È stata una giornata gioiosa, iniziata con un pranzo barocco, dove non mancava nessun piatto della tradizione e finita con una cena digestiva a base di tortellini in brodo che “sgrassano”, come dice ogni anno mia cognata. Tante chiacchiere, lo scambio dei regali, un pisolino, un film semi-comico. Quando si ritorna a casa non c’è in giro nessuno perché manca poco anche alla fine di questo giorno.


 

Di cosa ci parlano gli oggetti?

 

Quando hanno iniziato

le cose a non trovare

più il loro posto usuale?

Ci sono lenzuola sulla

tavola, i piatti in lavatrice

e i bicchieri in mezzo alle

spezie, la pasta tra le

piante sul davanzale e

così via. Cosa stanno

cercando di dire le cose?

Cosa non abbiamo capito?

Cosa abbiamo dimenticato?

Ogni oggetto fuori posto è

un messaggio che arriva da

qualcuno che amiamo e che

non è più con noi, in questo

tempo e nel suo spazio. Ma

ho imparato a leggere le cose,

la loro tristezza è la mia, mancano

le vostre parole, per questo

piange la teiera e i tovaglioli

sono stropicciati anche se

nessuno ne ha fatto uso.

Faccio i vostri nomi a voce

bassa, perché gli oggetti

vi portino questo mio saluto.

Non ho dimenticato, voi

siete sempre con noi, seduti

alla nostra tavola imbandita.

 

 

A Natale è facile lasciarsi prendere dalla tristezza perché alcune delle persone che amiamo non ci sono più. Ma preferisco scegliere la gioia di ricordarvi seduti con noi a questa tavola, la prova generale per il banchetto che divideremo nell’Eternità.

Questa Cronaca è dedicata al mio amico Maurizio che ha perso il suo papà da pochi giorni, a Francesca che ha perso la sua mamma, anche lei da poco, e a Luca, il fidanzato di Elisabetta che ha perso il suo papà l'anno scorso in questo stesso periodo.

Oggi è sabato 25 dicembre del secondo anno senza Carnevale e con il secondo Natale un po’ in sordina, ma questa Cronaca 657 sta ancora banchettando in onore dei vivi e dei morti, sbuccia mandarini e schiaccia le noci per tutti i commensali.

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