domenica 21 novembre 2021

Cronache dagli anni senza Carnevale/623. Dove le foglie sillabano con le ghiandaie

 

 


Una domenica a raccogliere foglie e parole con la stessa caparbia intenzione. Ho riempito metà quaderno di appunti e l’altro di foglie di acero rosso, di acero riccio e di betulla. Nelle foglie cerco quella sfumatura nel coloro o nella forma che renda proprio quella foglia unica e irripetibile e il pensiero di lasciarla sbriciolare a terra, insostenibile. Intanto che raccolgo foglie mi viene in mente la vecchia e maestosa quercia che stava dietro la casa di mia nonna paterna, in Calabria.

 

 

Nel vento scrivo le parole

 

Resto laterale sempre,

una quercia centenaria

sul bordo del campo di

grano, circondata di

ulivi e fichi, il fiume

poco lontano. Scrivo nel

vento le mie parole, lascio

le foglie a sillabare con

le ghiandaie e offro la mia

ombra per il riposo e

il gioco dei bambini. È così,

le nuvole si contendono

le mie storie, ma tutto

passa e vanno dove devono

le immaginazioni, mentre io

resto sul bordo del campo

di grano, a meditare.

 

 

Ho raccolto così tante foglie e scritto così tanti appunti che mi sento le mani anchilosate e, così, questa sera, lascio la Cronaca libera di andare e la faccio corta, più corta del solito.

Oggi è domenica 21 novembre del secondo anno senza Carnevale e questa Cronaca 623 sta cercando di ritrovare la mia quercia. Oggi è iniziato il mese con i giorni più corti dell’anno, sarà così fino a Natale, poi la luce comincerà a riprendere spazio e noi a sognare, non solo a dormire.

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