lunedì 8 novembre 2021

Cronache dagli anni senza Carnevale/610. Buio, notte, nuvola e poi silenzio. Di nuovo mattina, silenzio

 

 


 

Ogni mattina mi sveglio e so che presto sarà giorno, ho imparato da decenni come luce e buio si alternano e disegnano le stagioni. Una notte più lunga sarebbe sgomento, un giorno senza tramonto un tempo norvegese. Dopo il primo caffè sfoglio i giornali, apro le finestre e poi esco in giardino, il tempo è cupo e novembrino. Nessun regalo di sole e azzurro come gli ultimi due giorni. Preparo la lista delle cose da fare, lo faccio ogni giorno per organizzare il lavoro, a volte scrivo su un quaderno, a volte uso l’agenda, a volte post-it gialli che poi incollo in giro. Soffro anch’io della vertigine delle liste, dovrei scriverne un giorno di quanto mi piaccia farne. Torno in cucina per il secondo caffè, poi accendo il fuoco perché l’aria è davvero umida. Si arriccia tutto, i capelli e i pensieri, i fogli di carta, le intenzioni. Oggi è una giornata buona per stare chiusa in casa, ho tutto quello che mi serve, posso girare le spalle alla finestra e iniziare il lavoro quotidiano, a scrivere e pensare.

 

 

Smettere di cercare le parole

 

Devo cercare ogni giorno

uno slancio in questa lingua

per non perdere le tracce,

per seguire il sentiero. Scrivi,

mi dico e le parole sgorgano,

scrivo, ma la lingua che ho

cercato ha tristezza d’acqua

e nessuna convinzione. Scrivi,

mi dico e smetto di cercare,

lascio che siano le parole a

cercare questo foglio e la mia

lingua. Così si infrange il vetro

della realtà e unisco immagini

a paesaggi, varco la soglia, poi

mi fermo e scrivo, sono solo

uno strumento di questa stagione

nel suo centro, si fanno polvere

i giorni e non cadono più stelle.

Possiamo andare, altre trame

ci aspettano, una casa è già

pronta dietro questa casa, dietro

il sogno e dietro le parole. Buio,

notte, nuvola e poi silenzio. Di

nuovo mattina, silenzio.

 

Questo è il mese del raccoglimento e anche oggi, lunedì 8 novembre del secondo anno senza Carnevale, sto nelle parole come in una casa e adesso che è di nuovo notte posso consegnare questa Cronaca 610 alla pagina e al tempo. Adesso posso scegliere che libro leggere stasera, se iniziarne uno nuovo o finirne uno già iniziato. Quanto è ricca e vertiginosa la vita di noi lettori.

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