lunedì 20 settembre 2021

Cronache dagli anni senza Carnevale/561. Chiedo alla luce un nuovo fulgore

 



 

Quanti movimenti deve fare l’occhio per cogliere proprio quel frammento di luce? Quanti passi verso l’orizzonte per far sì che un paesaggio diventi parte di noi? Quanti respiri all’unisono con il vento servono perché diventiamo aria nell’aria?

Sono domande senza risposta o forse l’unica risposta è sempre la stessa: dipende.

Dipende dalla stagione che ci circonda, dipende dal paesaggio, dalla nostra altezza, da quanto siamo disposti a lasciarci sorprendere, a quanto desiderio di cambiare abita in noi. Il respiro muta solo con un’intenzione precisa, quando sentiamo il petto allargarsi e l’aria non essere più una minaccia che arriva dall’esterno, ma una condizione necessaria a una vita più libera.

La cosa importante di queste domande è che possiamo farle anche stando seduti in poltrona a guardare il soffitto, o alla scrivania a cercare di scrivere un nuovo racconto. Perché c’è sempre nella vita qualcosa che eccede le nostre intenzioni, la sorpresa continua di essere vivi a ogni risveglio, di potersi meravigliare alle minime variazioni della luce.

La poesia si annida proprio tra queste pieghe minime del giorno nuovo, nel pieno della luce meridiana e nei bagliori del sole che cede alla notte.

 

 

La poesia preferisce i margini e le soglie

 

La tazza di tè è calda, il mattino

grigio e non cerco ispirazione

nei colori o nell’aroma che respiro.

Gli attimi si dispongono nel giorno

come note sullo spartito, ma è

ancora troppo presto perché io

possa cogliere questa nuova

melodia e così, chiedo alla luce

un nuovo fulgore, uno scarto

nell’armonia, perché sono margini

e soglie i luoghi dove la poesia

si annida, dove posso fermarmi

e invitarla a raggiungerci in

questa pagina che era bianca.

 

 

Così sta trascorrendo questa giornata, tra la luce e i suoi margini, tra la soglia e l’occhio che la contempla. Perché la poesia è anche questa capacità di mutare la cronaca di un giorno qualunque in un frammento di eternità.

 

Oggi è lunedì 20 settembre del secondo anno senza Carnevale, un lunedì armonioso che abbraccia questa Cronaca 561 e le sue parole appena scritte.

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