giovedì 31 dicembre 2020

Cronache dall’anno senza Carnevale/298: canto dell’anno vecchio e di quello nuovo

 



Le parole da sole bastano o non bastano? Hanno ancora senso alla fine di quest’anno parole come società, solidarietà, responsabilità, abbracci, onore, sacrificio, devozione, speranza, futuro, impegno, promessa?

Le parole da sole bastano e non bastano. La parola data, un tempo, era sacra. Oggigiorno, dipende.

Mentre nel nostro Senato del Tempo, le discussioni continuano, VentiVenti inizia a rilassarsi, poche ore e il suo di tempo, sarà passato. Il giovane recalcitrante VentiVentuno continua a dire di no, ma sente un sì enorme, gigantesco, che gli si gonfia nel petto. Ha anche notato che i suoi colori stanno cambiando, è meno traslucido, più rosato. Sono i segni della nascita che iniziano a manifestarsi.

Gli tremano anche le mani, ha paura, sente le viscere stringersi e sa che molto dipenderà dal sì che pronuncerà o dal no che continuerà a ripetere.

-     Vecchio, non so cosa stia accadendo in me… sto cambiando, e ora so che devo andare. Perché forse potrò fare la differenza.

-     Mi fa piacere che tu senta il cambiamento annunciarsi in te. Non tutto dipenderà dalla tua volontà e dalla tua forza. Ma tu puoi fare la differenza. Anch’io l’anno scorso non ne volevo sapere di andare, tu non hai assistito alle mie scenate perché stavi ancora di là, con i bambini. Poi ho deciso, ho scelto. Anche se avessi continuato a dire di no sarei comunque piombato nel mondo degli umani e sarebbe stata ancora più dura di quel che sai. Sono l’anno della pandemia, sono l’anno senza Carnevale. Forse lo sarai anche tu, almeno all’inizio. Ma vivere, si deve vivere e sperare di fare il meglio per sé e per gli altri.

 

Canto dell’anno vecchio e di quello nuovo

 

Nella notte del passaggio si

tendono le mani i due anni

vicini. Fa male questo tempo

incerto, fa male la distanza e

quanto pesano gli abbracci e

i baci non dati. Li terremo per

il futuro, per una nuova piega

del tempo che si aprirà e

rivedremo il mare e torneranno

i lupi nella terra della mia

immaginazione e ti vedrò arrivare

mescolato alla folla, ti vedrò e tu

mi vedrai. Sorrideremo e il tempo

che ci ha divisi, sarà il balsamo

di queste nostre ferite.

 

 

Bene, o quasi, il tempo è venuto per VentiVenti, che inizia ad allontanarsi avvolto nel suo mantello di nebbia. VentiVentuno si avvolge, invece, in un mantello leggero di nuvole e neve e inizia a comporre il suo canto che ancora non conosciamo.

Oggi è giovedì 31 dicembre dell’anno senza Carnevale. L’ora si avvicina, brindiamo al futuro, alla fine della pandemia, mandiamo baci col pensiero e stringiamoci forte con chi possiamo. L’anno nuovo si avvicina, vado ad accoglierlo.

Nessun commento: