domenica 28 aprile 2013

Scrivere è far emergere la realtà del mondo reale

In 1Q84, come nella maggior parte dei suoi romanzi, il meccanismo viene annunciato fin dall'inizio: esiste un mondo noto ed esiste un mondo sconosciuto fatto di lune aliene, uomini ridotti a crisalidi, creature invisibili che tessono le fila di complotti cosmici. Nell'interazione tra questi due mondi si muovono la storia e i personaggi. In questa fuga infinita ha mai l'impressione di spingersi oltre i confini? Dove finisce la metafora?
Il significato di un romanzo - del fatto di scrivere un romanzo - consiste nel far emergere in maniera più completa possibile, in tutti i suoi aspetti, la realtà del mondo reale, portando in esso la prospettiva di un mondo irreale. E tanto più lungo è il romanzo, quanto più ampia, più profonda e più complessa diventa quest'operazione. Per scrivere questo romanzo ho impiegato quasi tre anni. Ho consumato per quest'opera tre anni della mia vita (malgrado la parte che mi resta da vivere non sia poi tanto grande).

Ne valeva la pena?
Evidentemente per me sì. Per me è la cosa che più conta al mondo.

Ritiene 1Q84 il suo libro più importante?
Nei confronti di un'opera appena terminata non mi soffermo a pensare intensamente. Perché ho già esaurito tutta la mia energia nell'azione di scrivere.

frammenti dell'intervista a Haruki Murakami di Dario Olivero
sul Venerdì di Repubblica del 12 ottobre 2012


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