giovedì 22 aprile 2021

Cronache dagli anni senza Carnevale/410. Il confine tra i mondi e il nostro canto

 


 

Tutto accade come in un sogno, forse è un sogno. Cammino verso casa e incontro vecchi amici, ci guardiamo e sorridiamo, loro parlano ma non in una lingua conosciuta, so che non posso fermarmi oltre, che devo andare. Arrivo alla casa dove c’è una sola finestra illuminata e che ha anche le imposte rosse. È ormai notte, come adesso, ma io vedo tutto intorno, ho una vista come quella di un gatto, il mondo è meraviglioso anche senza la luce del sole, senza neanche un riflesso.

 

 

Nessuno conosce la frontiera, tutti conoscono il canto

 

Oltrepasso il confine tra

i mondi, che non è sottile

come dicono, ma invisibile.

Restano intrappolati sogni,

ricordi e anche le nuvole,

in queste mura che non

vediamo. Non la paura

però, non c’è paura, perché

nessuno attraversa la frontiera

con gli occhi aperti, nessuno

preferisce andare e poi

tornare. Siamo qui o là,

il mondo intorno accade, e

nel canto generale, si mescola

il nostro canto, sconosciuto e

pieno di stupore, così che

anche le stelle debbano

affacciarsi a chiedere chi

sia il cantore.

 

 

Scritta tra la veglia e il sogno questa Cronaca 410 di giovedì 22 aprile del secondo anno senza Carnevale, dove nessuno sa fare previsioni, tutti vogliono uscire e le rondini hanno invaso, infine, tutti i nostri cieli.

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