mercoledì 23 luglio 2014

Avremo scritto il nostro sogno, avremo sognato il nostro scrivere

Lancio di dadi sull'acqua

C'era una tavola come apparecchiata, ma per terra.
Parevano scodelle quei fogli scritti e fitti
mezzo strappati da una tovaglia di carta –

"Avremo scritto il nostro sogno, avremo sognato il nostro scrivere"

C'erano come dadi sulle carte sgranate,
ma erano i ciottoli del Mar Nero
improvvisamente lanciati sulle nostre vite –

       "Abbiamo seminato? Fiori. Raccoglieremo? Fogli"
"Avremo raccolto ancora ciottoli, ma chi potrà crederci"

Sulla carta apparecchiata
quasi una mappa confusa
tra pesci pane e un ricordo di vino.

C'era stata una fiamma, e intorno una tavola
come apparecchiata sullo scoglio
cancellata dalla sabbia e solo dopo secoli riemersa
sul fondo di un fiume essiccato.

Eravamo  morti da tempo
e si parlava nel vento

"Vorrei rinascere per amarti in qualche forma"
"Ma tu lo sai, avremmo forme strane e imperscrutabili – "

“In mille forme potrai pure nasconderti, ti riconosco subito”
“In mille forme, e ancora ti respiro”

La brezza aveva spento ogni lume,
e non avremmo saputo più dire
se eravamo ancora anime antiche
o forse bambini con  piedi piccoli
nelle pozze dello scoglio,
attenti a non farci ferire

dai granchi e dal vetro.

Camilla Miglio
Maree
Atì editore 2010 

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