martedì 16 ottobre 2012

Nella voce c' è la scrittura

Cominciavo i miei corsi di scrittura dicendo che chiunque sia capace di parlare sa anche scrivere. Dopo aver rassicurato i presenti con questa prospettiva allettante, li mettevo di fronte a un enorme ostacolo: «Secondo voi, quante persone in quest' aula sono capaci di parlare? Parlare sul serio, intendo», cosa che non mancava mai di produrre un effetto deprimente. Dicevo loro di leggere qualunque scritto a voce alta, preferibilmente a un amico fidato. Le regole sono sempre le stesse: evitate le frasi fatte (come la peste, diceva William Safire) e le ripetizioni. Non dite che "da bambino" vostra nonna leggeva per voi, a meno che in quella fase della sua vita lei non fosse davvero un bambino, nel qual caso è probabile che abbiate sprecato un incipit migliore. Se qualcosa merita di essere udito o ascoltato, quasi sicuramente merita anche di essere letto. Quindi, prima di tutto, trovate la vostra voce. Il complimento più gratificante che può farmi un lettore è dirmi che si sente chiamato in causa personalmente. Pensate ai vostri scrittori preferiti e riflettete se non sia proprio questa una delle cose che vi attraggono, anche se spesso all'inizio non ve ne rendete conto.

Christopher Hitchens
Mortalità
traduzione di S. Puggioni - A. Carena
Piemme 2012
anticipato da Repubblica il 15/10/2012

Nessun commento: