giovedì 9 luglio 2015

nella luce del giorno, nel braccio, nella mano e poi attraverso la penna sulla pagina

Poeta e lettore

Quando una poesia mi si presenta
quasi compiuta, facendosi largo
nella luce del giorno, nel braccio, nella mano e poi attraverso la penna
sulla pagina; oppure richiedendomi
stesura dopo stesura, dei cambiamenti
per avvicinarla a se stessa,
portarle ed innestarle 
ciò che le manca,
alleggerirla di tutto il superfluo
finché possa respirare da sola
ed andarsene da me -

allora mi sento presa da stupore per essere
di nuovo stata scelta
per quest'opera, felicità e
senso del destino stranamente familiare.

Ma quando leggo o ascolto
una poesia perfetta, nata
da qualcun altro, qualcuno che forse
nemmeno conosco -  una poesia
che mi dia pure visioni, musica
che viaggia ben oltre ciò che intendevo poter udire,
un tumulto, un sobbalzo
di nuova angoscia, di nuova speranza, una poesia
che vibri di sua propria
energia vitale -

allora vengo trasportata oltre
quello stupore isolato, quella felicità ristretta,
in quello che i cantanti sentono all'interno di un possente coro,
ognuno con umiltà e piacere di prendere parte
alla creazione di armonie compiute all'unisono,
musica dell'oceano, onde e mormorii
che tacciono per ascoltare quando l'aria
forma un arco sopra di essi nell'immobilità dell'alcione.


Denise Levertov
Oltre la fine 
e altre poesie
a cura di Liliana Casati
Le Lettere 1998


Writer and Reader 

When a poem has come to me, 
almost complete as it makes its way
into daylight, out through arm, hand, pen,
onto page; or needing
draft after draft, the increments 
of change toward itself, what’s missing
brought to it, grafted
into it, trammels of excess
peeled away till it can breath
and leave me - 

then I feel awe at being
chosen for the task
again; and delight, and the strange and familiar
sense of destiny.

But when I read or hear
a perfect poem, brought into being
by someone else, someone perhaps 
I’ve never heard of before - a poem 
bringing me pristine visions music
beyond what I thought I could hear,
a stirring, a leaping
of new anguish, of new hope, a poem 
trembling with its own
vital power - 

then I’m caught up beyond
that isolate awe, that narrow delight,
into what singers must feel in a great choir,
each with humility and zest partaking 
of harmonies they combine to make,
waves and ripples of music’s ocean,
who hush to listen when the aria
arches above them in halcyon stillness.

~ from Sands of The Well 
New Directions, 1996

Nessun commento: