mercoledì 31 luglio 2013

Sono diventato l’ombra di questo luglio

Time out
5.


Davanti alla finestra il muro non ha porte vicine,
io neppure vedo cosa mi nasconde.
Con gli occhi chiusi prendo fiato – come la preda
e come il tiratore scelto – io non possiedo
un nome regolare, un codice d’accesso, un’arma.

Sono diventato l’ombra di questo luglio, solo tra molti
perso in giallo e muto mare;
il centro cittadino è chiuso;
la sosta di un momento del blindato
lascia la mia vista libera:
lo sguardo allora corre fuori. E si ripete
verso gli sguardi fermi, in gioco ed in battaglia
– che esplode, tra gli occhi miei e di altri centomila.

Mario De Santis
La polvere nell’acqua
Crocetti Editore 2012

martedì 30 luglio 2013

Io non cerco mai la scrittura.È la scrittura che viene da me

Io non cerco mai la scrittura. È la scrittura che viene da me. E' qualcosa che esce dal mondo e mi ferisce. Scrivere è scoprirsi emofiliaco, sanguinare inchiostro alla prima sbucciatura (...) Si scrive perché si ha una malattia della pelle, perché ci si accorge d'essere venuti al mondo senza pelle e il più leggero contatto provoca risonanze di sogno e brucia un nervo oscuro.

Christian Bobin
Consumazione, un temporale

traduzione di E. D'Agostini
Servitium editrice 2006

lunedì 29 luglio 2013

Ciascuno cammina da solo verso l’amore

Lasciami venire con te. Che luna stasera!
La luna è buona – non si vedrà
che si sono imbiancati i miei capelli. La luna
me li farà di nuovo biondi. Non te ne accorgerai.
Lasciami venire con te. [...].

Ci sederemo un poco sul muretto, sull’altura,
e rinfrescandoci al vento di primavera
forse immagineremo pure di volare,
perché spesso, e perfino ora, sento il fruscío della mia veste
che pare il battito di due ali forti,
e quando ti chiudi in questo rumore del volo
senti irrigidirsi il collo, i fianchi, la tua carne,
e così stretto nei muscoli del vento azzurro,
nei nervi robusti dell’altezza,
non ha importanza che tu parta o torni
né conta che i miei capelli siano bianchi,
(non è questo che mi dà pena – mi dà pena
che non mi s’imbianchi anche il cuore).
Lasciami venire con te.
Lo so, ciascuno cammina da solo verso l’amore,
solo verso la gloria e la morte.
Lo so. L’ho provato. Non giova a niente.
Lasciami venire con te. [...]. 

Ghiannis Ritsos

Delfi. La sonata al chiaro di luna
traduzione e cura di Nicola Crocetti
introduzione di Moni Ovadia
Crocetti Editore 2012

domenica 28 luglio 2013

Canto perché l’attesa si consumi

850
Canto perché l’attesa si consumi –
soltanto la mia cuffia da allacciare
e chiudere la porta della casa –
Altro non ho da fare –

finché il suo passo s’avvicini e insieme
noi due cammineremo verso il Giorno
dicendoci le cose che cantammo
per tenere la Tenebra lontana –

Emily Dickinson

Traduzione di Silvio Raffo 

sabato 27 luglio 2013

Dove il cielo specchia le sue tinte senza durata


So di paesi d’acque e di canali
dove anche gli occhi hanno una grazia freschissima
occhi chiari, ricordo, di Fiandra e d’Olanda
bagnati, acquosi, quasi porti nascosti
nei quali attenda solitaria una nave
senza alcun carico, umile, felice
alle cui vele immobili si plachino
gli ardori di un tramonto autunnale.
Umidi occhi che ripetono l’acqua
presso cui nacquero, e ancora conservano
quasi un’apparenza di specchio
di campagne argentate dai canali.
Acqua degli occhi, eguale
all’acqua delle chiuse: dove traspare
un miraggio di prati e di orizzonti.
Qui il cielo
specchia le sue tinte senza durata
scorgere qui puoi
un’alzaia oppure un vecchio mulino
miniato in oro, come pergamena
è tutto il piccolo mondo
degli occhi del Nord.
Georges Rodenbach
Dei cristalli naturali
Traduzione di Luciano Erba
Guerini e Associati 1991

venerdì 26 luglio 2013

Sulla pagina bianca il silenzio racconta la storia più profonda

«Con mia nonna» diceva «ho fatto una scuola dura.» “Sìì fedele alla tua storia” mi ripeteva la vecchia strega. “Sii eternamente, inflessibilmente fedele alla tua storia”. “Perché nonna?”, le domandavo. “E ti devo dire anche i motivi sfrontata?”, gridava lei. “E tu prenderesti di fare la narratrice! Eppure devi diventarlo, e io ti dirò quei motivi! Ascolta, dunque: dove il lettore è fedele, eternamente, inflessibilmente fedele alla sua storia, là alla fine parlerà il silenzio. Dove la storia è stata tradita, il silenzio non è che vuoto. Ma noi, i fedeli, subito dopo aver pronunciato l’ultima parola, udremo la voce del silenzio. Che una ragazzina mocciosa lo capisca o no”».
«Chi allora» ella continua «racconta una storia ancora più bella delle nostre? Il silenzio. E dove si legge una storia più profonda di quelle scritte sulla pagina più squisitamente stampata del più prezioso di tutti i libri? Sulla pagina bianca. Quando una penna regale e coraggiosa, nel momento della sua più alta ispirazione, ha finito di scrivere la sua storia con l’inchiostro più raro… dove, in quel momento, si può leggere un racconto ancora più profondo, più soave, più allegro e più crudele di quello? Sulla pagina bianca».

Karen Blixen
Ultimi racconti
La pagina bianca
Traduzione di Adriana Motti

Adelphi 1982

giovedì 25 luglio 2013

Insonnia

La Luna nello specchio del comò
guarda milioni di miglia lontano
(e forse con orgoglio, a se stessa,
ma non sorride, non sorride mai)
via lontano lontano oltre il sonno,
o forse è una che dorme di giorno.
Se l'Universo volesse abbandonarla,
lei gli direbbe di andare all'inferno,
e troverebbe una distesa d'acqua
o uno specchio, sul quale indugiare.
Tu dunque metti gli affanni in un sacco
di ragnatele e gettalo nel pozzo
nel mondo alla rovescia dove
la sinistra è sempre la destra,
dove le ombre in realtà sono corpi,
dove restiamo tutta la notte svegli,
dove il cielo ha tanto poco spessore
quanto è profondo il mare e tu mi ami d'amore.
Elizabeth Bishop 

da PensieriParole