venerdì 7 agosto 2015

soltanto i venti sanno il calore del tuo viso

Sogno nella pietra

Soltanto sole, sole, sole
e i gabbiani passano in volo
nel tuo sogno
sul pietroso declivio di Mosor.

          O venti, venti, venti,
soltanto i venti sanno il calore del tuo viso,
l'alito
e il respiro dell'erbe nelle doline.

Bore e piogge
         ti cantano la ninna-nanna
Bore e piogge.

Soltanto sole, sole, sole
e i gabbiani passano in volo
nel tuo sogno
sul pietroso declivio di Mosor.

Jure Kaštelan
Antologia della poesia croata contemporanea
a cura di Marina Lipovac Gatti
Hefti 1999

giovedì 6 agosto 2015

Scrivere significa saper fare spazio

Da bambino potevo stare per ore a guardare mio padre che lavorava (ora, in pensione, è diventato liutaio), cosa mi affascinava? La cura di ogni dettaglio, dalla scelta dello strumento appropriato all'umiltà preliminare di creare lo spazio opportuno. Ancora oggi, quando entro nel suo laboratorio, di fronte a una cassa armonica da modellare, mi chiede: "Secondo te, adesso, che devo fare?" Io ci casco sempre, penso a un'azione spettacolare, tipo un trapano da migliaia di euro che con un laser produce un buco di mezzo micron; e lui subito risponde: "Devo fare spazio".

Alberto Garlini
Fare una cosa e farla bene
in
L'arte di raccontare
Alberto Garlini - Caterina Bonvicini
Nottetempo 2015

mercoledì 5 agosto 2015

Quello che la matita scrive

Spesso quando esco
mi metto in tasca

carta e una mati-
ta in caso volessi

prendere appunti
così dovunque vado

stanno lì e siccome la
giacca si muove la ma-

tita da sola scrive
una specie di gergo

geroglifico che spesso
penso quando la sera

mi spoglio e tolgo
quelle carte con

niente scritto sopra
solo strani segni

senza significato è la
storia della mia vita.

James Laughlin
Quello che la matita scrive
a cura di Mary De Rachewiltz
Guanda Editore 1970

What the pencil writes


Often when I go out I
put in my coat pocket
some paper and a pencil
in case I want to
write something down
well there they are
wherever I go and as
my coat moves the pencil
writes by itself
a kind of gibberish
hieroglyphic which I
often think as I undress
at night & take
out those papers with
nothing written on
them but strange and
meaningless marks is
the story of my life.

martedì 4 agosto 2015

I rondoni danzano nell'aria, a loro agio nell'abisso

La sconfitta

Davvero sappiamo vivere solo dopo la sconfitta,
le amicizie si fanno più profonde,
l’amore solleva attento il capo.
Perfino le cose diventano pure.
I rondoni danzano nell'aria,
a loro agio nell'abisso.
Tremano le foglie dei pioppi,
solo il vento è immoto.
Le sagome cupe dei nemici si stagliano
sullo sfondo chiaro della speranza. Cresce
il coraggio. Loro, diciamo parlando di loro, noi, di noi,
tu, di me. Il tè amaro ha il sapore
di profezie bibliche. Purché
non ci sorprenda la vittoria.

Adam Zagajewski
Dalla vita degli oggetti 
a cura di Krystyna Jaworska
Adelphi 2012


lunedì 3 agosto 2015

Gli oggetti nascondono il volto, coltivano curvi ciascuno la sua ombra

Sembra quasi che tutta la natura
voglia dare le spalle alla luce
- si volge le oppone il suo corpo -
nell'abbraccio protegge il pallore.
Gli oggetti nascondono il volto
coltivano curvi ciascuno la sua ombra.


Valerio Magrelli
Nature e venature
Mondadori 1987

domenica 2 agosto 2015

il mondo diventato luminoso si allarga e brucia per sempre un suo angolo

Preferisco venire dal silenzio
per parlare. Preparare la parola
con cura, perché arrivi alla sua sponda
scivolando sommessa come una barca,
mentre la scia del pensiero
ne disegna la curva.
La scrittura è una morte serena:
il mondo diventato luminoso si allarga
e brucia per sempre un suo angolo.

Valerio Magrelli
Ora serrata retinae
Feltrinelli 1981

sabato 1 agosto 2015

Lo aspettò l'inverno, lo strinse nel ramo di una scala

Agosto, notte

Dell'incedere a scatti di quell'uomo
che nella strada per Venaco gridava dentro il sole
non s'e' mai detto nulla
nulla della camicia strappata sulle ascelle
e dei piedi circondati di paglia
né della voce bruciata di francese.

Lo aspettò l'inverno, lo strinse nel ramo di una scala
lo spinse piano col volto tra i vasi di gerani.

Antonella Anedda
Notti di pace occidentale
Donzelli 1999