sabato 3 aprile 2021

Cronache dagli anni senza Carnevale/391. In silenzio camminare nell’ombra delle cose

 


È un tempo sospeso questo del Sabato Santo, sappiamo che tutto è già accaduto, aspettiamo che il nuovo accada, che l’inaudito trovi voce, che una storia nuova venga scritta.

In quella terra oscura che è il regno della morte, entriamo ancora interi, non sappiamo come ne usciremo, né quando. Cosa ha provato Kore quando è rimasta accanto al suo sposo infero? Ma cosa accadrebbe se Kore fuggisse, se non rispettasse il patto, se non mangiasse i chicchi di melograno? Ade sarebbe costretto a uscire per cercarla e l’ordine costituito delle cose ne verrebbe sovvertito.

 

 

A Kore che cammina sola

 

Il vecchio è troppo vecchio per

correre a cercarla, ma deve

farlo pena l’ira dei suoi pari,

la vergogna di se stesso giocato

dall’innocente ragazzina che per

millenni aveva rispettato regole

che non aveva scelto. Se ne va

per la terra la fanciulla divina e

non sta sfuggendo solo al troppo

vecchio marito, è alla madre che

vuole sfuggire, non le importa

essere una dea, vuole soltanto

sparire, essere lasciata in pace.

Cosa farà Demetra? Cosa dirà

Ade? Lei è svanita sull’orlo di

una vallata, cerca la terra tiepida

e ubertosa, cerca il mare calmo

dei sogni adolescenti. Troppa madre,

troppo marito, come sarà essere

la fanciulla e basta, lontana dai

cori che la richiamano al dovere,

lontana dalle lacrime materne che

la ricattano? Non lo sa Kore, non

ancora, seguiamola nel suo

cammino, tornata dal regno

delle ombre di cos’altro potrebbe

avere paura?

 

 

In una crasi dell’immaginazione, vedo Kore sfiorare il Cristo morto, appena arrivato. Lei cammina nel silenzio, attraversa l’ombra delle cose, lui tace perché i morti non hanno voce, ma solo sogni e qualche rimpianto, molta nostalgia. Si può sfuggire al destino che altri hanno disegnato per noi? Kore alla madre e Cristo al padre? Si può? È accaduto? No, forse potrebbe accadere, se Kore restasse sempre sulla terra, libera di vagare, se Cristo rifiutasse di muovere la pietra del sepolcro e accettasse che non c’è ritorno per lui. Ora che Ade è sulla terra a cercare la sua sposa, la terra delle ombre sta cercando un nuovo sovrano.

 

Questo Sabato Santo, e un po’ blasfemo, perché ho mescolato simboli religiosi e mitologici, cammina lento verso il tramonto. Un’ora di luce ancora ci accoglie e noi l’accettiamo. Per questo riesco ancora a intravedere Kore che cammina nel bosco, sola, e il Cristo che si è risvegliato anzitempo, ancora incerto sul da fare.

Oggi è il 3 aprile del secondo anno senza Carnevale e non mi faccio domande, accolgo le immagini come arrivano e le restituisco in parole, come posso, con la poesia.

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