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sabato 21 maggio 2022

Cronache dagli anni senza Carnevale/804. Ma ecco il primo uccello che consegna il suo canto


 


Svegliarsi il mattino presto di sabato, quando il mondo inizia a tirare il respiro e a prepararsi alla festa è uno dei momenti migliori della settimana. Oggi mi sveglio ancora in compagnia di Billy Collins.

 

Aubade

 

Se vivessi nella casa di fronte a me
e fossi seduto al buio
sul bordo del letto
alle cinque del mattino,

mi potrei chiedere che cosa ci fa
la luce accesa nel mio studio a quest’ora,
eppure eccomi alla mia scrivania
nel mio studio a chiedermi la stessa identica cosa.

So che non dovevo alzarmi così presto
per aprire con un coltellino
i pacchi di giornali all’edicola
come potrebbe pensare l’uomo della casa di fronte.

È ovvio che non sono un agricoltore o un lattaio.
E non sono l’uomo della casa di fronte
che siede al buio perché sonno
è sua madre e lui uno dei suoi tanti orfani.

Forse sono sveglio solo per ascoltare
il tenue stridulo tintinnio,
del tungsteno nell’unica lampadina
che ha lo stesso suono del fruscio degli alberi.

O il mio compito è solo quello di stare seduto immobile
come il bicchiere d’acqua sul comodino
dell’uomo della casa di fronte,
immobile con la fotografia di mia moglie in cornice?

Ma ecco il primo uccello che consegna il suo canto,
ed ecco il motivo del mio essere in piedi:
per catturare la canzone di tre note di quell’uccello
e aspettare ora assieme a lui una risposta.

 

Ma che risposta ho aspettato io per tutto il giorno? Nessuna risposta è arrivata, solo domande, domande a non finire sul tempo, sulla guerra, sulla vita e sulla morte.

Oggi è sabato 21 maggio del terzo anno senza Carnevale e del primo anno di guerra e questa Cronaca 804 ha passeggiato silenziosa con me tutto la giornata.

giovedì 19 maggio 2022

Cronache dagli anni senza Carnevale/802. La luce mette in corsivo ogni cosa che tocca

 

 


 

Saccheggio ancora Balistica di Billy Collins per il titolo di questa Cronaca e poi mi metto a girovagare in questi versi:

 

E dovrei ricordare la luce

che entra dalle grandi vetrate a quest’ora del giorno

e mette in corsivo ogni cosa che tocca.

 

 

È davvero la luce che scrive il mondo, lo rende visibile. Ma senza l’ombra il lavoro è imperfetto. E qui ricorro a un maestro dell’ombra il giapponese Junichiro Tanizaki e il suo Libro d'ombra:

 

 

 

“L'inchiostro di china acquarellato (il sumi e) è, tra i generi della pittura, quello a cui vorrei paragonare la stanza giapponese. Dove l'inchiostro sfuma, la è lo shoji; dove si addensa, là è è il toko no ma. Ogni volta che mi accade di vedere un toko no ma di particolare eleganza, mi meraviglia la dimestichezza che i Giapponesi hanno con i segreti dell'ombra. Con quanta raffinatezza sono state distribuite luce e oscurità! Niente di maniera e di artificioso: solo uno spazio spoglio, la semplicità del legno, la nudità delle pareti. I raggi luminosi che vi penetrano provocano, ora in questo, ora in quell'angolo, il raggrumarsi dell'ombra. Osservate come minuscolamente annotti dietro i travicelli, o tra i fiori, o sotto una mensola. Non è altro che ombra, comunissima ombra; e tuttavia, com'è alto il silenzio nelle anfrattuosità dell'aria, e com'è inalterabile la quiete! Non sarà forse condensata, in quelle chiazze taciturne, la cosa che gli Occidentali chiamano: "il mistero dell'Oriente"? Anch'io da bambino, ero percorso da un brivido, quando il mio sguardo si sviava in quegli angoli del soggiorno, o del salotto, dove la luce non giungeva mai.

In verità, non esistono né segreti, né misteri: tutto è magia dell'ombra”.

 

Così, presa tra luce e ombra, tra casa e giardino, tra narrativa e poesia, continuo il mio imperfetto stare nella soglia, il luogo preciso dove nascono sillabe e versi.

 

Oggi è giovedì 19 maggio del terzo anno senza Carnevale e del primo anno di guerra e questa Cronaca 802 è una perfetta sintesi degli opposti che si completano.

mercoledì 18 maggio 2022

Cronache dagli anni senza Carnevale/801. Oggi è un giorno di primavera così perfetto

 


Continuo a bighellonare tra vecchi libri di poesia e vecchi quaderni di appunti e abbozzi. Ho continuato a buttare vecchi quaderni di lavoro che non mi serviranno mai più e sto cercando di dare un senso e un ordine a tutte le scritture giovanili che sono molte, molte di più di quanto non mi fossi resa nello scorrere degli anni. per ora le metto in ordine, poi arriverà il tempo della selezione, ma quel tempo non è ancora oggi. Oggi però è il giorno giusto per una bella poesia di Billy Collins tradotta da Franco Nasi e tratta dalla raccolta Nine Horses, che credo sia ancora inedita in italiano.

 

 

Oggi

 

 

Se mai ci fosse un giorno di primavera così perfetto,

reso ancor più bello da una calda brezza intermittente,

da spingerti a spalancare

tutte le finestre di casa,

e ad aprire la porticina della gabbia del canarino,

anzi, a rimuoverla dallo stipite,

un giorno in cui i vialetti di freschi mattoni

e il giardino che scoppia di peonie

sembrassero incisi nella luce del sole

da farti venir voglia di prendere

un martello per il fermacarte di vetro

del tavolino del salotto

e  liberare così gli abitanti

dal cottage coperto di neve

perché possano uscire

tenendosi per mano e ammirare

questa cupola più grande azzurra e bianca,

be’, oggi sarebbe proprio un giorno così.

 

 

E oggi è anche mercoledì 18 maggio del terzo anno senza Carnevale e del primo anno di guerra e questa Cronaca 801 passeggia tra le peonie in giardino.

mercoledì 10 febbraio 2016

le spiagge fra il mare di lei e la terra simbolica di me

Aggiunta

Quel che ho dimenticato di dirvi in quell'ultima poesia
se avete prestato un minimo di attenzione
è che l’amavo davvero allora.
La luce marittima negli ultimi versi
poteva sembrare artefatta…
e lo stesso si poteva dire
delle molte lune immaginarie
che ho detto ruotavano sul nostro letto mentre dormivamo,
del cosmo racchiuso dalle pareti della stanza.
Ma la verità è che ci piaceva
fare lunghe passeggiate sulle spiagge ventose,
non le spiagge fra il mare di lei
e la terra simbolica di me,
ma le vere spiagge di conchiglie vuote,
mentre il sole sorge e l’acqua viene avanti e ritorna.

Billy Collins
Balistica
traduzione di Franco Nasi
Fazi Editore 2011


Addendum

What I forgot to tell you in that last poem
if you were paying attention at all
was that I really did love her at the time.
The maritime light in the final lines
might have seemed contrived…
And the same could be said
for the many imaginary moons
I said were circling our bed as we slept,
the cosmos enclosed by the walls of the room.
But the truth is we loved
to take long walks on the windy shore,
not the shore between the sea of her
and the symbolic land of me,
but the real shore of empty shells,
the sun rising, the water running up and back.

venerdì 12 giugno 2015

Il momento che preferisco per scrivere è il tardo pomeriggio

Purezza

Il momento che preferisco per scrivere è il tardo pomeriggio,
giorni lavorativi, in particolare mercoledì.
Questo è quel che faccio:
porto una teiera di tè appena fatto nel mio studio e chiudo
                                                                         [ la porta.

Mi tolgo i vestiti e li lascio in un mucchio
come se fossi morto sciogliendomi e il mio lascito fosse solo
una camicia bianca, un paio di pantaloni, e una teiera di tè
                                                                        [ non più caldo.

Poi mi tolgo la pelle e l’appendo a una sedia.
La sfilo dalle ossa come fosse un vestito di seta.
Lo faccio perché quel che scrivo sia puro,
completamente sciacquato dal carnale,
incontaminato dalle preoccupazioni del corpo.

Infine mi tolgo tutti gli organi e li dispongo
su un tavolino accanto alla finestra.
Non voglio sentire i loro ritmi antichi
mentre cerco di battere a macchina il mio intimo battito.

Ora mi siedo alla scrivania, pronto a cominciare.
Sono interamente puro: nient’altro che uno scheletro
                                                [ alla macchina da scrivere.

Dovrei dire che a volte tengo addosso il pene.
Mi è difficile ignorare la tentazione.
Allora sono uno scheletro col pene alla macchina da scrivere.
In queste condizioni scrivo straordinarie poesie d’amore,
che perlopiù sfruttano la connessione fra sesso e morte.
Sono la concentrazione in persona: esisto in un universo
dove non c’è altro che sesso, morte e scrittura.

Dopo un po’ mi tolgo anche il pene.
E allora sono tutto teschio e ossa che battono a macchina
                                                          [ nel pomeriggio.
Solo le cose assolutamente essenziali, senza orpelli.
Ora scrivo solo sulla morte, il più classico dei temi
con una lingua leggera come l’aria tra le mie costole.

Dopo mi concedo come premio un giro in auto al tramonto.
Mi rimetto gli organi e mi rinfilo nella carne
e nei vestiti. Esco in retromarcia dal garage
e guido veloce tra i boschi e sulle strade serpeggianti di campagna
e passo accanto a muri di pietra, fattorie e laghetti gelati
tutti in ordine perfetto come parole in un sonetto famoso.

Billy Collins
Balistica
traduzione di Franco Nasi
Fazi Editore 2011


giovedì 11 giugno 2015

Il vento sospira tra gli alberi

Questo poeta della dinastia Sung è così infelice.
Il vento sospira tra gli alberi,
un cigno solitario passa là in alto,
e lui è solo nella sua barchetta, sull'acqua.

Se soltanto apprezzasse quanto me
la vita nella Cina dell’undicesimo secolo:
niente cartoni a tutto volume alla televisione,
niente musica dal camioncino dei gelati,

solamente il richiamo orgoglioso degli uccelli
e lo scorrere regolare dell’orologio ad acqua.

Billy Collins
Balistica
traduzione di Franco Nasi
Fazi Editore 2011




giovedì 21 maggio 2015

in cerca di te dappertutto

In cerca

Ricordo un tale una volta ammettere
che tutto quel che ricordava di Anna Karenina
era che aveva a che fare con un cestino da picnic,

ed ora, dopo avere consumato un libro
dedicato a Barcellona,
la sua gente, la sua storia, la sua complessa architettura,

tutto quel che ricordo è l'accenno
a una gorilla albina, l'abitante di un parco
dove una volta stava la Cittadella dei Borboni.

Il suo perfetto candore sovrastava
tutte le date e i nomi famosi
mentre chi passeggia la sera si ferma davanti a lei

e la indica per farla vedere ai bambini.
La gente del luogo la chiama Fiocco di neve
ed è stata citata di nuovo in questo libro

nella speranza di tenere in vita la sua pallida fiamma
e dia aiutarla, nonostante il nome, a durare
in questa poesia dove ha trovato un'altra gabbia.

Oh, Fiocco di neve,
non mi importava nulla della capitale della Catalogna,
della sua gente, della sua storia, della sua complessa 
                                                                      architettura,

no, eri tu il motivo
per cui ho tenuto accesa la luce fin dentro la notte
girando tutte quelle pagine, in cerca di te dappertutto.

Billy Collins
Balistica
a cura di Franco Nasi
Fazi Editore 2011




Searching
I recall someone once admitting
that all he remembered of Anna Karenina
was something about a picnic basket,
and now, after consuming a book
devoted to the subject of Barcelona--
its people, its history, its complex architecture--
all I remember is the mention
of an albino gorilla, the inhabitant of a park
where the Citadel of the Bourbons once stood.
The sheer paleness of him looms over
all the notable names and dates
as the evening strollers stop before him
and point to show their children.
These locals called him Snowflake,
and here he has been mentioned again in print
in the hope of keeping his pallid flame alive
and helping him, despite his name, to endure
in this poem, where he has found another cage.
Oh, Snowflake,
I had no interest in the capital of Catalonia--
its people, its history, its complex architecture--
no, you were the reason
I kept my light on late into the night,
turning all those pages, searching for you everywhere.

martedì 12 novembre 2013

Se impiego tutto il giorno per scrivere una poesia

.I lampioni spenti
È difficile scrivere una poesia sull'alba,una canzone sul meriggio, o alcuni versi sul crepuscolo senza fermarsi a pensare a che punto ci si trovi nella meridiana di un certo giorno,
ma se non altro è un inizio ed è meglio del solito cieco affrettarsi verso il futuro, che si crede stia oltre la prossima collina, la prima di una serie infinita.
Non ho dubbi nel notare che la luce sulla cima degli alberi è diversa adesso, con l’erba inumidita e fredda, e le corolle dei fiori non ancora aperte,
non ho dubbi nell'occupare una sedia alla finestra o una panchina sul vialetto per un'ora:tempo a sufficienza per guardare qui e là mentre il carro del tempo attraversava la sabbia,
tempo per pensare alla morte e agli amici perduti,ai loro volti nascosti tra le foglie,per riflettere sulla rovina dell'amore, un filo di fumo che si alza da un camino.
E a chi importa se impiego tutto il giorno per scrivere una poesia sull'alba e la finisco al buio, con la notte –a qualcuno  piace di più – che mi avvolge le spalle.

Billy Collins
Balistica
traduzione di Franco Nasi
Fazi Editore 2011