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venerdì 17 giugno 2016

Per imparare a scrivere bisogna imparare a guardare

La narrativa opera tramite i sensi, e uno dei motivi per cui, secondo me, scrivere racconti risulta così arduo è che si tende a dimenticare quanto tempo e pazienza ci vogliano per convincere tramite i sensi. Se non gli viene dato modo di vivere la storia, di toccarla con mano, il lettore non crederà a niente di quello che il narratore si limita a riferirgli. La caratteristica principale, e più evidente, della narrativa è quella di affrontare la realtà tramite ciò che si può vedere, sentire, odorare, gustare e toccare.
È questa una cosa che non si può imparare solo con la testa; va appresa come un’abitudine, come un modo abituale di guardare le cose. Lo scrittore di narrativa deve rendersi conto che non è possibile suscitare la compassione con la compassione, l’emozione con l’emozione, o i pensieri con i pensieri. A tutte queste cose bisogna dar corpo, creare un mondo dotato di peso e di spessore.
Ho notato che i racconti dei principianti sono solitamente infarciti di emozioni, ma di chi siano queste emozioni spesso è difficile determinare. Il dialogo procede sovente senza il sostegno di personaggi che sia dato vedere, mentre il pensiero fuoriesce incontenibile da ogni angolo del racconto. Ciò avviene perché il principiante è tutto preso dai suoi pensieri e dalle sue emozioni, anziché dall'azione drammatica, ed è troppo pigro o ampolloso per calarsi nel concreto, dove opera la narrativa. È convinto che il giudizio stia da una parte e le impressioni dei sensi dall'altra. Per lo scrittore di narrativa, invece, il giudizio comincia proprio dai particolari che vede e da come li vede.
I narratori che non danno importanza a questi particolari concreti peccano di quella che Henry James definiva “specificazione fiacca”. L’occhio scivola via sulle parole e l’attenzione si assopisce. Insegnava Ford Madox Ford che se si mette un personaggio in un racconto anche solo per il tempo necessario a vendere un giornale, non per questo devono mancare quei particolari che lo rendono visibile agli occhi del lettore.
Ho un amico che sta prendendo lezioni di recitazione, a New York, da una signora russa che ha fama di essere un’ottima insegnante. Mi scriveva questo amico che per tutto il primo mese non hanno pronunciato neanche una battuta, ma solo imparato a guardare. Imparare a guardare, infatti, è la base per l’apprendimento di qualsiasi arte, tranne la musica. Molti dei narratori che conosco dipingono, non perché siano particolarmente dotati, ma perché dipingere li aiuta a scrivere. Li costringe a osservare le cose. Scrivere narrativa non è tanto questione di dire le cose, quanto piuttosto di mostrarle.
Affermare tuttavia che la narrativa procede per particolari non significa limitarsi ad accumularli meccanicamente l’uno sull'altro. I particolari devono rientrare in un disegno complessivo, e ogni particolare va messo al servizio dell’intento del narratore. L’arte è selettiva. Quello che c’è è essenziale e crea movimento.
Flannery O’Connor 
Nel territorio del diavolo
a cura di Ottavio Fatica
minimum fax 2010

sabato 16 novembre 2013

Scrivere è avere chiarezza di visione e assoluta mancanza di sentimentalismo

Qual è l'influenza della O'Connor sulla letteratura americana? 

«È un' autrice ammirata e imprescindibile. Non si può dire che abbia formato una nuova generazione di autori cattolici e ripeto che la sua influenza è nella chiarezza della visione e nell'assoluta mancanza di sentimentalismo. In lei si intravede l'inizio del lavoro di Donald Barthelme e di Raymond Carver: una versione originale e cristallina di scrittori che non avevano un rapporto condiscendente o romantico con i propri personaggi»

frammenti dell'intervista di Antonio Monda a Michael Cunnigham su Flannery O' Connor

Repubblica 7 ottobre 2013

sabato 9 giugno 2012

Il mondo dello scrittore di narrativa è colmo di materia


La natura della narrativa è in gran parte determinata dalla natura del nostro apparato percettivo. La conoscenza umana inizia attraverso i sensi, e lo scrittore di narrativa inizia laddove inizia la percezione umana. Agisce attraverso i sensi, e sui sensi non si può agire con delle astrazioni. Ai più riesce molto meglio enunciare un’idea astratta anziché descrivere quindi ricreare un oggetto che hanno davanti agli occhi. Ma il mondo dello scrittore di narrativa è colmo di materia ed è proprio questo che gli scrittori principianti sono così restii a creare. Il loro interesse precipuo va a idee ed emozioni disincarnate.

Flannery O’Connor
Nel territorio del diavolo
Theoria Roma 1993

sabato 28 aprile 2012

Distorcere per mostrare

Lo scrittore di romanzi dovrebbe contraddistinguersi per il proprio tipo di visione.
La sua è una visione profetica.
La profezia, che dipende dall'immaginazione e non dalla facoltà morale, non è questione di predire il futuro.
Il profeta è un realista di distanze, ed è questo tipo di realismo che appare nei grandi romanzi.  
E' il realismo che non esita a distorcere le apparenze per mostrare una verità nascosta.


Flannery O'Connor