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mercoledì 8 gennaio 2020

Voglio essere ricordato come lettore

«Ho sempre trovato conforto nei confini di un libro o di un manoscritto. Passo la maggior parte del tempo leggendo, e leggere resta l’aspetto migliore della mia giornata. Non mi interessa essere ricordato come editore, ma come lettore». 

Così si descriveva qualche anno fa Sonny Mehta, capo della casa editrice statunitense Alfred A. Knopf, scomparso a 77 anni a New York.  

Repubblica 02/01/2020

martedì 11 febbraio 2014

Quando le pagine scritte aprono il cassetto

E viene il giorno in cui la collezione di lettere di rifiuto è un collage di rivincita. Biglietto da visita inedito per l'incontro con un destino. Quello che ti stringe la penna, ti guarda dritto tra le righe e ti presenta a te stesso come Scrittore.
E' come un improvviso cambio di stagione. Le pagine scritte aprono il cassetto, indossano una copertina e si stendono alla luce del sole sul litorale ambito dei Pubblicati. Ma a far soffiare il vento del successo -assicurano i meteorologi del "riconoscimento duraturo"- non bastano talento e qualità. Occorre una misteriosa reazione chimica. Un Big Bang letterario che è al tempo stesso inizio e progettazione. Occorre un "autore di autori".
Per Jean Echenoz, scrittore francese che confessa di non amare la parola scrittore ma di usarla in mancanza di efficaci sinonimi, tutto ebbe inizio con una telefonata inattesa in un giorno di neve, a Parigi, il 9 gennaio 1979. Il giorno successivo al disincantato invio del suo manoscritto -ormai rifiutato da tutte le case editrici contattate- alle Editions de Minuit, "quintessenza della virtù letteraria" diretta e orchestrata dal leggendario Jèrome Lindon. L'editore che camminava veloce e irraggiungibile per le vie di Parigi e che, se riceveva un manoscritto, telefonava già l'indomani o la sera stessa.
"Il mio editore", sottolinea con affetto Echenoz nel breve, incalzante omaggio pubblicato in Francia nel 2001, dopo la morte di Lindon. L'"uomo dai due sorrisi" -di cordialità o di disapprovazione- che deliziosamente disdegnava simpatia e sentimentalismi, ma convertiva entusiasmo e attenzione -interminabili e esilaranti arringhe sull'uso della virgola, "quasi fosse in gioco il futuro del mondo e della letteratura"- nella creazione di un nuovo scrittore.


incipit della recensione di Silvia Giuberti al libro di
Jean Echenoz
Il mio editore
Il Sole24ore 19/6/2008

domenica 9 febbraio 2014

Uno dei grandi misteri della vita di uno scrittore

Uno dei grandi misteri della vita di uno scrittore è la trasformazione che avviene nel passaggio da romanziere inedito a edito. Se cercate un caso da manuale, guardate la carriera di Salman Rushdie. Eccolo in un'intervista del 2005: «Molti in quella generazione si erano già fatti strada come scrittori. Mi sorpassavano sfrecciando. Ian McEwan, Julian Barnes, Kazuo Ishiguro, Bruce Chatwin. Era un momento straordinario per la letteratura inglese, e io ero quello che restava sulla linea di partenza».

Sul Sole24ore di oggi una riflessione di Tim Parks sulla trasformazione che avviene in uno scrittore quando viene pubblicato e sulla fascinazione che gli scrittori esercitano sulle persone

lunedì 14 maggio 2012

Il libro liquido evapora

Tra le tante cronache che ho letto sulla "primavera digitale" al Salone del Libro di Torino, una in particolare mi ha colpito: l'introduzione del concetto di "libro liquido". Sono una feroce tradizionalista e morirò aggrappata ai miei amati libri di carta. E l'idea del libro liquido proprio non mi va giù. Ne ho parlato a lungo con il mio amico Danilo e lui mi ha fatto una battuta: "Se il libro è liquido, poi evapora". Ecco, l'impermanenza del digitale, il flusso continuo di immagini e informazioni che non hanno il tempo di diventare pensiero e memoria, questo non mi piace degli ebook. Non è l'unica cosa che non mi piace, perché la scomparsa del libro tradizionale si porta dietro il crollo di tutto un mondo sociale, librerie e biblioteche, tremendo. Ben vangano così sacche di resistenza, come quelle di Marcos y Marcos che ha deciso che non pubblicherà in ebook il best-seller del momento Se ti abbraccio non avere paura di Fulvio Ervas. Un po' tranquilizzata riprendo in mano la mia lista del "perché amo i libri" di carta. L'ho quasi finita, tra poco la pubblico.