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domenica 1 gennaio 2017

il vento spinge le foglie morte a tornare fino al ramo da cui sono cadute

Cimitero in collina

Lascia che chi lo desidera contìnui a sognare
case paradisiache
con sale immense e balconi
sospesi in un'aurea luce pomeridiana.

Io prenderò questo vento di gennaio, così crudele
che non permette altro pensiero
se non quello che ne riconosce la presenza
tra questi cippi coperti di erbacce
e questi alberi usciti da un film di vampiri
piegati fin quasi a spezzarsi

e poi di nuovo raddrizzati - intatti,
mentre il vento è impegnato altrove
a spingere le foglie morte a tornare con rapidi saltelli
fino al ramo da cui sono cadute.


Charles Simic
Club Midnight
traduzione di Nicola Gardini
Adelphi 2005


Graveyard on a Hill

Let those who so desire continue to dream
Of heavenly mansions
With their vast chambers and balconies
Awash in the light of a golden afternoon.

I'll take this January wind, so mean
It permits no other thought
Than the one that acknowledges its presence
Among these weedy tombstones
And these trees out of a vampire flick
Bending to the breaking point

And then straightening up - intact,
With the wind busy elsewhere,
Nudging dead leaves to take a few quick hops
Right up to the branch they fell from.

sabato 24 dicembre 2016

Gli innamorati si tengono per mano in romanzi mai aperti

Negozio di libri usati

Gli innamorati si tengono per mano in romanzi mai
                                      aperti.
Manca la pagina con la ricetta per la minestra
                                   di cetrioli.
Un uomo morto racconta che trascorse un'infanzia
                              felice in campagna
e trasvolò in pallone sopra il lago Erie.
All'improvviso un colpo d'aria mi chiude il suo libro
                                         tra le mani,
mentre un filosofo domanda come sia possibile
sostenere la dottrina teologicamente ortodossa
dell'eterna punizione dei dannati.

Vediamo. Potrebbe esserci della sabbia tra le pagine
di una guida dell'Egitto o perfino una pulce morta
la quale una volta morsicò il sedere alla misteriosa
                                            Abigail
che ha scarabocchiato per sfida il suo nome con
                          una matita per gli occhi.

Charles Simic
Club Midnight
traduzione di Nicola Gardini
Adelphi 2005


Used Book Store

Lovers hold hands in never-opened novels.
The page with a recipe for cucumber soup is missing.
A dead man writes of his happy childhood on a
farm,

Of riding in a balloon over Lake Erie.

A sudden draft shuts his book in my hand,
While a philosopher asks how is it possible
To maintain the theologically orthodox doctrine
Of eternal punishment of the damned?

Let's see. There may be sand among the pages
Of a travel guide to Egypt or even a dead flea
That once bit the ass of the mysterious Abigail
Who scribbled her name teasingly with an eye pencil.

venerdì 23 dicembre 2016

Ancora vivo in tutte le mie vecchie case

Ai sogni

Ancora vivo in tutte le mie vecchie case
e porto occhiali neri anche dentro
e divido in segreto il mio letto
con i fantasmi, e vado in cucina

dopo mezzanotte a controllare il rubinetto.
Esco in ritardo e quando arrivo a scuola
nessuno ha l'aria di riconoscermi.
Mi siedo, rinnegato, segregato, appartato.

Solo di notte aprono questi piccoli negozi
in cui faccio i miei acquisti discreti,
questi cinematografi clandestini in quartieri brutti
che ancora proiettano sgranati film della mia vita.

L'eroe sempre pieno di speranza eccessiva
che alla fine perde tutto? - qualunque cosa fosse -
e poi esce al freddo, dove l'incredula luce
aspetta a labbra strette.

Charles Simic
Club Midnight
traduzione di Nicola Gardini
Adelphi 2005


To Dreams

I'm still living at all the old addresses,
Wearing dark glasses even indoors,
On the hush-hush sharing my bed
With phantoms, visiting the kitchen

After midnight to check the faucet.
I'm late for school, and when I get there
No one seems to recognize me.
I sit disowned, sequestered and withdrawn.

These small shops open only at night
Where I make my unobtrusive purchases,
These back-door movie houses in seedy
                        neighborhoods

Still showing grainy films of my life.

The hero always full of extravagant hope
Losing it all in the end? - whatever it was -
Then walking out into the cold, disbelieving light
Waiting close-lipped at the exit.

giovedì 22 dicembre 2016

leggendo uno dei russi sotto le coperte

Autoritratto a letto

Per certi visitatori immaginari avevo una sedia
di vimini trovata nella spazzatura.
Al posto del sedile c'era un buco
e le gambe non reggevano bene
ma aveva ancora un aspetto elegante.

Io non mi ci sono mai seduto,
anche se con un cuscino si può,
con un po' d'attenzione, a ginocchi stretti
come fece lei una volta,
buttata indietro a ridere di quanto fosse scomodo.

La lampada sul comodino
si impegnava a conferire
alla stanza un'aria di mistero.
C'era anche uno specchio che dava
a ogni cosa un tremolio come la boccia dei pesci

se mi voltavo da quella parte,
col naso rosso, pronto a starnutire,
un pesante berretto di lana calcato sulle orecchie,
leggendo uno dei russi sotto le coperte,

preoccupato per la mia anima, questo è certo.


Charles Simic
Club Midnight

traduzione di Nicola Gardini
Adelphi 2005




Self-Portrait in Bed

For imaginary visitors, I had a chair
Made of cane I found in the trash.
There was a hole where its seat was
And its legs were wobbly
But it still gave a dignified appearance.

I myself never sat in it, though
With the help of a pillow one could do that
Carefully, with knees drawn together
The way she did once,
Leaning back to laugh at her discomfort.

The lamp on the night table
Did what it could to bestow
An air of mystery to the room.
There was a mirror, too, that made
Everything waver as in a fishbowl

If I happened to look that way,
Red-nosed, about to sneeze,
With a thick wool cap pulled over my ears,
Reading some Russian in bed,

Worrying about my soul, I'm sure.

mercoledì 21 dicembre 2016

Al sole non piacciono le ambiguità

Esercìzio d'ombre

Questa strada ha bisogno di un po' d'ombra
e lo stesso vale per quel bambino
che gioca da solo al sole,
un'ombra che gli saltasse alle calcagna come
                               un gattino nero.

I suoi genitori siedono in una stanza con le tende
                               abbassate.
Le scale che portano in cantina
non le usa più nessuno
se non qualche scassinatore occasionale.

Come una compagnia di attori girovaghi vestiti per
                                      l'Amleto,

arrivano le ombre della sera.
Passano i loro giorni nascoste tra gli alberi
davanti al vecchio palazzo di giustizia.

Adesso viene il difficile:
che fare delle pietre del cimitero?
Al sole non piacciono le ambiguità,

ma a me sì. Apro la porta e le lascio entrare.

Charles Simic
Club Midnight

traduzione di Nicola Gardini
Adelphi 2005



Shading Exercise

This street could use a bit of shade
And the same goes for that small boy
Playing alone in the sun,
A shadow to dart after him like a black kitten.

His parents sit in a room with shades drawn.
The stairs to the cellar
Are hardly used any more
Except for an occasional prowler.

Like a troop of traveling actors dressed to play
Hamlet,

The evening shadows come.
They spend their days hidden in the trees
Outside the old courthouse.

Now comes the hard part:
What to do with the stones in the graveyard?
The sun doesn't care for ambiguities,

But I do. I open my door and let them in.

martedì 20 dicembre 2016

in vie lustre di pioggia

Descrizione di una cosa perduta

Non ha mai avuto un nome
e neanche ricordo come l'ho trovata.
Me la portavo in tasca
come un bottone perduto
ma non era un bottone.

Film dell'orrore,
tavole calde aperte tutta la notte,
sale da biliardo
e bar bui
in vie lustre di pioggia.

Viveva un'esistenza silenziosa e discreta,
come un'ombra in un sogno,
un angelo su uno spillo
e poi svanì.
Gli anni passavano con il loro susseguirsi

di stazioni anonime,
finché qualcuno mi ha detto ci siamo!
E stupidamente
sono sceso su una banchina deserta,
nessuna città in vista.

Charles Simic
Club Midnight
traduzione di Nicola Gardini
Adelphi 2005


Description of a Lost Thing

It never had a name,
Nor do I remember how I found it.
I carried it in my pocket
Like a lost button
Except it wasn't a button.

Horror movies,
All-night cafeterias,
Dark barrooms
And poolhalls,
On rain-slicked streets.

It led a quiet, unremarkable existence
Like a shadow in a dream,
An angel on a pin,
And then it vanished.
The years passed with their row

Of nameless stations,
Till somebody told me this is it!
And fool that I was,
I got off on an empty platform
With no town in sight.

martedì 10 novembre 2015

Scrivere poesia è guardare prima il cielo e poi, scrutare la terra

Poesia

Ogni giorno dimentico com'è.
Guardo il fumo salire
a grandi passi sopra la città.
A nessuno appartengo.

Poi mi ricordo delle scarpe,
come calzarle,
come curvarmi per allacciarle
e scrutare la terra. 

Charles Simic
Hotel Insonnia
a cura di Andrea Molesini
Adelphi 2002

Poem
Every morning I forget how it is.
I watch the smoke mount
In great strides above the city.
I belong to no one.

Then, I remember my shoes,
How I have to put them on,
How bending over to tie them up
I will look into the earth. 

domenica 17 novembre 2013

Una poesia per la solitudine

Solitudine

Ecco, quando la prima briciola
cade dalla tavola
pensi che nessuno la senta
mentre tocca terra,
ma già da qualche parte
le formiche mettono
il cappello da quacchero
e si preparano a farti visita.


Charles Simic
Hotel Insonnia
a cura di Andrea Molesini
Adelphi 2002

domenica 27 ottobre 2013

Decifrare quelle strane scritte, mappe stellari sui muri interiori

Sasso

Càlati in un sasso,
io farei così.
Lascia che altri si facciano colomba
o digrignino i denti come tigri.
Mi basta essere un sasso.
All’esterno è un enigma:
nessuno sa come rispondere.
Ma fresco e quiete dev’esserci all’interno.
Anche se una mucca lo calca col suo peso,
anche se un bambino lo getta dentro un fiume;
il sasso affonda, lento, imperturbato,
fino al fondo
dove i pesci bussano alla sua soglia
e vengono a origliare.
Ho visto scintille schizzar via
quando due sassi sono strofinati,
forse là dentro non fa così buio;
forse c’è una luna che brilla
da chissà dove, spuntando magari dietro a un colle
un chiarore appena sufficiente a decifrare
quelle strane scritte, mappe stellari
sui muri interiori.


Charles Simic
Hotel Insonnia
a cura di Andrea Molesini
Adelphi 2002