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sabato 28 settembre 2013

Le parole fanno caldo il nostro sonno

(appartenere)

Dorme in un gelo diverso l’acqua di pozzanghere,
l’acqua che diviene spreco; l’autunno di campagne
vive di presenza e dispersione.
Le parole fanno caldo il nostro sonno.

Ecco per dove passerà la via
che sanerà la sete: per luce o cumulo di voci nebulose
per tutte le ricevute, per gli orologi senza suoneria,
per mappe catastali. L’essenza della vita
è un semplice lavoro, il vuoto d’energia che si dimentica
nell’attimo di un’alluvione. E mai completa,
un infinito lavorìo, la casa del riparo
sta lì per tenere il proprio vuoto, dove non ci saranno
mai quelli che non sono
nati. La casa è indifferente ai temporali
all’acqua che si divide dalle acque
che arrivano da oriente, piogge
soltanto – felici di non essere
acque morte.

(Rocca di mezzo, Roma, 13 febbraio 2003)

Mario De Santis
La polvere nell’acqua
Crocetti Editore 2012

lunedì 5 agosto 2013

Se non avessi l’ombra che si disegna sola


(sogno è città, da un disegno di Jan Fabre)


1.
Dove ci sono ancora case vuote, lí finisce Roma
si lacera di strade senza targa, dove la notte
è solo mani di rissa e crudeltà di cani.
Guardo lasciando che nel buio
cadano gocce rumorose. L’acqua
che non ha spessore, che non è diretta,
porta il suo ritmo verso il niente,
diviene danza ossessiva di pianeti
.
Nessuno sembra sveglio, qui; o sono tutti
    oltre frontiera
lungo le scale
 e i corridoi cammino
    respirando
tornando a casa a bocca aperta, io
    solo testimone.
Qui la vittoria o la sconfitta sono sconosciute:
resta la ferocia delle cose. Non riconosco nulla
dalla finestra, tutto è uguale, è la polvere
    che vaga
dunque non c’è nient’altro dietro le nostre
vite: se non avessi l’ombra che si disegna sola,
quella di un cane a cui somiglio, sarei davvero
anch’io una cosa, abbandonata tra gli agguati,
di nuovo nel deserto della strada immobile
nel giorno identico a ieri
che arriva tardi, che non si sbaglia mai.

Mario De Santis
La polvere nell’acqua
Crocetti Editore 2012

mercoledì 31 luglio 2013

Sono diventato l’ombra di questo luglio

Time out
5.


Davanti alla finestra il muro non ha porte vicine,
io neppure vedo cosa mi nasconde.
Con gli occhi chiusi prendo fiato – come la preda
e come il tiratore scelto – io non possiedo
un nome regolare, un codice d’accesso, un’arma.

Sono diventato l’ombra di questo luglio, solo tra molti
perso in giallo e muto mare;
il centro cittadino è chiuso;
la sosta di un momento del blindato
lascia la mia vista libera:
lo sguardo allora corre fuori. E si ripete
verso gli sguardi fermi, in gioco ed in battaglia
– che esplode, tra gli occhi miei e di altri centomila.

Mario De Santis
La polvere nell’acqua
Crocetti Editore 2012