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venerdì 29 novembre 2019

una frase di luce piena e vento forte

Scrivere, ancora. Insistere, persistere. Ancora scrivere, anche se ieri sera ho scoperto in una sola frase di Pascal tutto quello che avrò mai da dire. È una frase musicale, nervosa, rapida come l'infanzia e come Mozart. La pioggia non vi prende parte alcuna. È una frase di luce piena e vento forte: In gioia per l'eternità per un giorno di esercizio sulla terra. È da tutta la mia infanzia, così leggera, che sono in trattativa con me stesso. Faccio fra me e me una conversazione che il mondo si sforza di interrompere. Per continuare a parlarmi ho iniziato a scrivere. Quel che si dice in me non sta nei miei libri. I libri sono un contro-rumore al rumore del mondo. Quel che si dice in me si confida al silenzio, non è altro che silenzio. I libri sfiorano questo silenzio. Non lo toccano, lo sfiorano. I libri sono quasi interessanti come il silenzio. Scrivere è quasi appassionante come far niente e aspettare le prime gocce di pioggia nei concerti per pianoforte di Mozart.

Christian Bobin
Mozart e la pioggia 
traduzione di Noela Ballerio
Anima Mundi Edizioni 2015




venerdì 16 agosto 2013

Scrivere è rispondere alle parole

Scrivere è rispondere, rispondere a delle parole che mi vengono indirizzate dalla vita. È come entrare in una conversazione intima e ininterrotta con tutto ciò che è vivente.

Christian Bobin

giovedì 15 agosto 2013

La mia regione è la pagina bianca

La mia regione è la pagina bianca, e solo lei. È un bel paese coperto di neve tutto l'anno e a volte attraversato da pioggie di inchiostro. 

Christian Bobin
La luce del mondo

Gribaudi

mercoledì 14 agosto 2013

La scrittura va e viene quando vuole

La scrittura è una zingara che si accampa a casa mia a intervalli irregolari, che parte senza preavvertirmi. È un suo diritto che mi lasci senza alcuna spiegazione, senza discutere le ragioni della partenza, senza pretendere di addolcirla con ragioni che finirebbero per rivelarsi false, è un diritto elementare di coloro che amo. A coloro che amo, io non chiedo nulla. A coloro che amo chiedo solo di sentirsi liberi da me e di non rendermi mai conto di ciò che fanno e di ciò che non fanno, e, naturalmente di non esigere mai una cosa simile da me. L'amore funziona solo con la libertà. La libertà funziona solo con l'amore. 

Christian Bobin


Consumazione
Un temporale
Servitium Editrice

martedì 13 agosto 2013

Leggere è superare ogni giorno nuove frontiere

Divoro i libri che ho scelto per la loro dimensione – non meno di sette o ottocento pagine. Il tempo trascorso a leggere non è proprio del tempo. Passando da una pagina all'altra, supero frontiere, entro in case addormentate: è la fuggitiva che è in me a leggere e nessun poliziotto può ritrovarla prima che lei abbia raggiunto l’ultima frase e levato il capo su di un cielo azzurro all'inizio del primo capitolo e ora divenuto buio. Ho ventisette anni ma i lettori non hanno età. Davanti al libro aperto c’è solo un’infanzia lasciata ai suoi giochi sulla strada, anche dopo le dieci di sera.
Christian Bobin
Folli i miei passi
Edizioni Socrates 2013

la traduzione è di Maddalena Cavalleri - traduttrice e scrittrice finissima - che conosce l'opera di Bobin come nessun altro in Italia (e non solo).
Il suo primo romanzo, pubblicato da Atì editore nel 2009 si intitola
Il carrello di Thérèse.

martedì 30 luglio 2013

Io non cerco mai la scrittura.È la scrittura che viene da me

Io non cerco mai la scrittura. È la scrittura che viene da me. E' qualcosa che esce dal mondo e mi ferisce. Scrivere è scoprirsi emofiliaco, sanguinare inchiostro alla prima sbucciatura (...) Si scrive perché si ha una malattia della pelle, perché ci si accorge d'essere venuti al mondo senza pelle e il più leggero contatto provoca risonanze di sogno e brucia un nervo oscuro.

Christian Bobin
Consumazione, un temporale

traduzione di E. D'Agostini
Servitium editrice 2006

lunedì 22 luglio 2013

L'amore non revoca la solitudine. La porta a compimento

Resta l'amore che ci solleva da tutto, senza salvarci da nulla.
La solitudine in noi è come una lama, conficcata profondamente nella carne. Non possiamo estrarla senza ucciderci all'istante. L'amore non revoca la solitudine. La porta a compimento. Le apre tutto lo spazio per bruciare. L'amore è niente di più che questo bruciare, come bruciare al calor bianco. Una schiarita nel sangue. Una luce nel respiro. Niente di più. E tuttavia mi sembra che una vita intera sarebbe leggera, affacciata su questo nulla. Leggera, limpida: l'amore non oscura ciò che ama. Non l'oscura perché non cerca di prenderlo. Lo tocca senza prenderlo. Lo lascia andare e venire. Lo guarda allontanarsi con un passo così felpato che non lo si sente spegnersi: elogio del poco, lode del debole. L'amore viene, l'amore va. A suo tempo, mai al nostro. Chiede, per venire, tutto il cielo, tutta la terra, tutto il linguaggio. Non potrebbe resistere nella costrizione di un senso. Nemmeno saprebbe accontentarsi di una felicità. L'amore è libertà. L'amore non va a braccetto con la felicità. Si accompagna alla gioia. La gioia è come una scala di luce nel nostro cuore. Porta ben più in alto di noi, ben più in alto di sé: là dove non c'è più niente da afferrare, se non l'inafferrabile. Certo, non rispondo più veramente: io canto. Ma si può chiedere all'uccello la ragione del suo canto?

Christian Bobin
Elogio del nulla
traduzione di Federico Francucci
Servitium editrice 2007

domenica 21 luglio 2013

Scrivere è convertire il troppo in poco, l'eccesso in mancanza

Écrire c’est convertir le trop en peu, l’excès en manque.
Aucune livre ne devrait etre plus pesant qu’une lumière. Aucune écriture ne devrait faire plus de bruit qu’on sourire.

Scrivere è convertire il troppo in poco, l'eccesso in mancanza.
Nessun libro dovrebbe essere più pesante di una luce. Nessuna scrittura dovrebbe fare più rumore di un sorriso

Christian Bobin
La vie passante


Fata Morgana 1990