Visualizzazione post con etichetta Nadine Gordimer. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nadine Gordimer. Mostra tutti i post

martedì 15 luglio 2014

L'interiorità dell'immaginazione individuale

Ho dovuto convivere a lungo con me stessa, sia come scrittrice sia come donna. Non sarebbe stata un'esistenza molto diversa se fossi stata uno scrittore, un uomo. Qualunque sia il nostro sesso, noi scrittori, non importa come, dobbiamo fare una distinzione netta fra gli spazi da dedicare alla scrittura e quelli della vita — come posso definirla? — socio-biologica. Ha un effetto altisonante, questo termine, ma non posso optare per “vita emozionale” perché anche ciò che si crea nella vita dedicata alla scrittura implica emozioni forti.
La ripartizione del tempo e dell'impegno comporta un'autodisciplina ferrea. Un giornalista ha una scadenza da rispettare , mentre il poeta o il romanziere è padrone di se stesso (o di se stessa).
(...)
Ovviamente lo scrittore non sta ad aspettare la cosiddetta "ispirazione", come la chiama chi non è scrittore. 
Alla fine arriva, certo, ma di solito non nelle ore destinate allo scrittoio, alla macchina da scrivere, al programma di video-scrittura  ( o di qualunque strumento si tratti).
Quelle ore servono alla trasformazione di qualcosa che è già nato, idee che emergono nel corso di altre attività e di altre situazioni. 
Ti svegli nel cuore della notte. In un bar o in una riunione ti estranei dal chiacchiericcio concentrandoti intensamente, irresistibilmente su altro.
Penso di avere iniziato a scrivere fin da bambina, quando, nei tragitti lunghi o brevi sul sedile posteriore dell'automobile dei miei genitori, in silenzio raccontavo a me stessa storie, dialoghi, impressioni.
Oggi rivivo spesso questo tipo di esperienza nei viaggi aerei di una certa durata; fra un qui e un lì, le necessità di interagire con gli altri, conduco una vita interiore, l'interiorità dell'immaginazione individuale.

Nadine Gordimer 
1924-2014
frammenti dello scritto
Vivere con uno scrittore, che uscirà il 15 ottobre  per Feltrinelli, nella raccolta
Tempi da raccontare
traduzione di Valeria Gattei

anticipato su Repubblica martedì 15 luglio 2014

venerdì 21 marzo 2014

Gli scrittori hanno una strana capacità di entrare nella vita degli altri

Quando è venuta (in Italia) l’ultima volta?
«Un paio di anni fa. Adesso non posso più affrontare viaggi lunghi. Ma ho visto il mondo, e le persone. E si può viaggiare anche leggendo, sia nello spazio che nel tempo. È questa la meraviglia della lettura: consente un’esperienza del mondo e di molte, molte vite. Ci informa: i romanzi e la poesia ci fanno conoscere lo spirito umano».

La meraviglia di cui parla ha bisogno di essere vissuta da chi scrive? O è sempre possibile, come a Jane Austen, descrivere perfettamente l’animo altrui pur con una conoscenza relativamente limitata del mondo?
«Certo, una qualche esperienza ci deve essere. Ma poi noi scrittori abbiamo
una strana capacità di entrare nella vita degli altri. Una capacità empatica.
È una dote che abbiamo in maggior misura di altri, di chi non è scrittore.
Qualcosa che non so spiegare. Sappiamo avventurarci in terreni sconosciuti.
Come nel mio ultimo romanzo, Ora o mai più, pubblicato due anni fa — un
titolo che voleva significare che ogni tempo è unico — , cerchiamo di fare
uso della nostra capacità di penetrare la distanza. Di raggiungere universi
che stanno oltre il mondo di cui disponiamo. Attraverso la lettura riusciamo a sapere di più, a trovare il senso da dare alla nostra vita».

frammenti dell'intervista pubblicata su Repubblica il 20 marzo 2014 di Pietro Veronese a Nadine Gordimer in occasione dell'uscita della raccolta 

Racconti di una vita
traduzione di Grazia Gatti
Feltrinelli 2014