Visualizzazione post con etichetta Vladimir Nabokov. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vladimir Nabokov. Mostra tutti i post

venerdì 11 luglio 2014

I romanzi sono fatti di forme, non di idee. Forme del linguaggio. Forme d'espressione

In quanto scrittrice, creatrice di letteratura, narro e rifletto al tempo stesso. Le idee mi commuovono. Ma i romanzi sono fatti di forme, non di idee. 
Forme del linguaggio. Forme d’espressione. 
Non ho in testa una storia fino a quando non ne conosco la forma. 
(Come sosteneva Vladimir Nabokov, “il disegno della cosa precede la cosa”). 
E – in modo implicito o sottinteso – i romanzi nascono dall'idea che uno scrittore ha di ciò che la letteratura è o può diventare.

Susan Sontag
Nello stesso tempo: la coscienza delle parole
traduzione di David Rieff
Mondadori 2008 

lunedì 23 giugno 2014

Il grande scrittore è un incantatore

Sono tre i punti di vista dai quali si può considerare uno scrittore: lo si può considerare un affabulatore, un insegnante o un incantatore. Un grande scrittore associa in sé queste tre qualità: affabulatore, insegnante e incantatore; ma è l’incantatore che predomina in lui e ne fa un grande scrittore.

Vladimir Nabokov
Lezioni di letteratura russa
traduzione di Ettore Capriolo
Garzanti 1987

martedì 14 gennaio 2014

Si immagina sempre, anche il reale

Quanto è impor­tante per lei l’immaginazione?
 L’immaginazione è una cosa che viene fuori sem­pre e comun­que men­tre scrivi, si mate­ria­lizza ogni volta che cer­chi di descri­vere qual­cosa. Anche se quel qual­cosa è real­mente acca­duto. Se vuoi rac­con­tare una sto­ria sei costretto a imma­gi­narla, per certi versi inven­tarla. Nabo­kov a un certo punto disse che scri­vere Lolita lo costrin­geva a inven­tare l’America. L’America era già stata inven­tata, certo, e lui l’ha solo descritta, ma l’ha fatto in un modo che solo lui avrebbe potuto fare. E scri­vere è esat­ta­mente que­sto: inven­tare qual­cosa che c’è sem­pre stato, ma che non era mai stato rac­con­tato in quel modo. Nabo­kov l’ha fatto con l’America, Char­les Dic­kens con Londra”.

Lei con Bad Beha­vior voleva inven­tare New York?
 No, quando ho scritto quei rac­conti non era alla città che pen­savo, ma alle per­sone. Certe per­sone in par­ti­co­lare, in momenti pre­cisi delle loro vite. Anche se poi, scri­vendo, New York è venuta fuori comunque”.

Parte sem­pre dai per­so­naggi quando scrive una storia?
 Sì, per me sono e restano la cosa più importante”.

E sa sem­pre dall’inizio se la sto­ria che sta per scri­vere sarà un rac­conto o un romanzo?
 Sì, anche se per Vero­nica c’è stato un momento in cui non ero più sicura di cosa fosse. Ma è durato poco. Non sapevo se la sto­ria avrebbe retto nel lungo periodo”.

E che cosa ha fatto?
 Con­ti­nuando a scri­vere, ho capito che non poteva che essere un romanzo”.

frammenti dell'intervista a Mary Gaitskill di Tiziana Lo Porto
D di Repubblica 16 giugno 2012

lunedì 7 gennaio 2013

La vera biografia di uno scrittore dovrebbe coincidere con il suo stile

«Devo a Nabokov se ho cambiato il modo di vedere non solo la letteratura, ma anche la vita». 
Lei ama la letteratura ma dichiara di aver "paura dei libri e della lettura". «Perché è un amore che richiede uno sforzo enorme: chi vuole assorbire la sostanza di un libro deve pagare un prezzo. Per leggere Ada ci ho messo cinque mesi, ma quel libro mi ha fatto capire che una delle funzioni più importanti della letteratura è quella di insegnare a vedere il mondo». 
È d'accordo con Nabokov quando afferma "non è possibile leggere un libro, si può soltanto rileggerlo"? 
«Certo: Paul Valéry sosteneva che la letteratura comincia alla seconda lettura: la prima volta si segue la letteralità, poi arriva la consapevolezza,e si apprezza la magia del linguaggio, entrando in un mondo diverso». 
Perché sostiene che sia necessario "indovinare i libri che desideriamo con il cuore o di cui abbiamo realmente bisogno"? 
«Perché purtroppo la vita è troppo breve per poter leggere tutto. Sta a noi intuire i libri che possono cambiarci la vita, e ricordo che in Se una notte di inverno un viaggiatore Calvino scrive una cosa suggestiva: anche i libri non letti che teniamo vicino a noi ci impregnano della nostra sostanza». 
Nabokov scrive: "Perfino nell' oscurità o nella morte le cose vibrano di radiosa bellezza. La luce si trova ovunque" si tratta di un approccio religioso? 
«In Nabokov è presente una grande dimensione metafisica e mistica, della quale parla in maniera pudica. Era una persona che aveva fede nella bontà fondamentale di ogni cosa, e questa concezione ha radici nella religione. Nonostante la violenza e il caos del mondo, continuava a credere che esistesse un disegno armonico nell' universo, del quale sta a noi cogliere la trama nascosta. Lui usa il termine russo "blazenstvo",e nei suoi libriè sempre presente una luminosità unica, che a volte si coglie in dettagli che ci fanno intuire un disegno più grande. Io ritengo con Nabokov che il crimine più grande dell' uomo moderno sia stato quello di aver smesso di guardare, e cito sempre quel suo racconto in cui scrive: "Quest' uomo è un pessimista, e come tutti i pessimisti era una persona ridicola per quanto non sapesse osservare"».

(...)

Lei scrive: "La vera biografia di uno scrittore dovrebbe coincidere con il suo stile". 
«Era una cosa in cui credeva Nabokov: non sono mai stata troppo interessata alle convinzioni o alla biografia degli scrittori. Non riuscirei, ad esempio, ad apprezzare un grande autore come Celine. Per lo scrittore la sostanza è nella lingua, nell' originalità e nell' immaginazione che finisce per prevalere sulla realtà». 
È vero che polemizzò con un editor del New York che gli chiedeva di semplificare alcuni passaggi di un suo scritto? 
«Sì e difese la "tortuosità che mi appartiene, e che solo a prima vista può sembrare sgraziata e oscura", concludendo: «perché non lasciare che il lettore rilegga un periodo di tanto in tanto? Non può fargli male».

frammento dell'intervista di Antonio MondaLila Azam Zanganeh
in occasione dell'uscita del suo libro Un incantevole sogno di felicità 
traduzione di Stefania Rega
L' ancora del Mediterraneo 2011

lunedì 24 settembre 2012

La sede del piacere artistico è tra le scapole

Benché si legga con la mente, la sede del piacere artistico è tra le scapole. Quel piccolo brivido che sentiamo lì dietro è certamente la forma più alta di emozione che l'umanità abbia raggiunto sviluppando la pura arte e la pura scienza.

Vladimir Nabokov
Lezioni di letteratura
traduzione di Ettore Capriolo
Garzanti 1995

giovedì 28 giugno 2012

Tutti gli scrittori sono esiliati dovunque vivano

Nella mia decisione (di tornare a vivere in Nuova Zelanda) ero profondamente influenzata dalle parole che, di tanto in tanto, Frank Sargeson mi rivolgeva: "Ricordati che non conoscerai mai nessun altro paese come quello dove hai passato i tuoi primi anni. Non sarai mai in grado di scrivere intimamente di un altro paese". La mia risposta era sempre stata: "E gli scrittori costretti a un esilio politico, che non hanno avuto o non hanno la possibilità di tornare, che vivono e lavorano e portano nuove prospettive nel linguaggio del loro paese di adozione? E coloro che hanno dovuto scendere ancora più profondamente nell'ignoto, cambiando la propria lingua? Conrad, Nabokov... e James Joyce... e Samuel Beckett? Tutti gli scrittori, tutti gli esseri sono in realtà esiliati. L'unica certezza della vita è che si tratta di una successione di espulsioni di qualsiasi cosa porti con sé una forza vitale... Tutti gli scrittori sono esiliati dovunque vivano e il loro lavoro è un diuturno viaggio verso la terra perduta..."


Janet Frame
La città degli specchi
traduzione di Lidia Zazo
Interno giallo editore 1992