sabato 2 febbraio 2013

Scrivere muovendo dalle forme

Mi è accaduto di scrivere muovendo dalle forme e di passare dalle forme d'espressione alle cose, attraverso l'inclinazione suggerita dalla forma - inclinazione che si completa necessariamente e si trova una ragion d'essere - così come un uomo che, raccogliendosi fisicamente, facesse di sé un santuario, e questo sacrum secernesse un dio.

È un buon esercizio, la meno ingenua delle occupazioni.

Paul Valery 
Diari I 
traduzione di Ruggero Guarini
Adelphi 1985

venerdì 1 febbraio 2013

febbraio, notte

Non come spine, ma davvero spine, una per ogni dito
ogni parola una spina, nel mese più breve dell'anno
un intero roveto premuto sul bianco della pagina.

Non il regale dolore del pensiero ma un castigo basso e
crudo: dieci spine di cardo, dieci brevi losanghe infiammate
nelle mani, l'inutile sfida dei ragazzi che al mare portano la
scheggia di riccio dentro il piede, la carne trascinata con la
sua punta di fuoco nero nel freddo delle alghe.

Antonella Anedda
Notti di pace occidentale
Donzelli editore 1999

giovedì 31 gennaio 2013

Gennaio

Avevo uno specchio
Dove ciò che vedevo non era più me stesso
Ma pal­pe­bre chiuse su braci
Un mondo rosa e profondo

Occorre che io lo spezzi
Prima che mi nasconda l’aria

Oh que­sto fuoco che ancora una volta corre all’aurora
Nato dal sonno dell’orizzonte
E sui vetri que­sta saliva di gelo
Il fuoco che avvampa per­ché le mon­ta­gne sono sdraiate
Per­ché hanno chiuso gli occhi
Nell’azzurro del sonno un fuoco si accende
Mon­ta­gne che sognano
Inna­mo­rate

Pas­serò la notte in que­sta barca. Nes­suna lan­terna né a prua né a poppa.
Nulla se non qual­che stella nella madre­perla dell’acqua e il moto asso­pito della cor­rente. Arri­verò a una riva incerta, segna­lata dai radi gridi dei primi uccelli, spaventati.
Anime sot­tratte al mondo per­ché spe­rare in un simile accesso? Ci sono forse delle spe­cie di gridi sco­no­sciuti, uno sguardo che nulla ferma, che nulla può stre­mare – qual­cosa che va oltre ogni sapere, ogni imma­gi­na­zione, ogni desiderio?

Con que­sti lun­ghi grandi freddi, nella terra diven­tata come pie­tra, i futuri fiori nelle loro cap­sule, nei loro astucci.
Uccelli acco­stati alle case.

Cascata nera sospesa
Cosa miste­riosa, equina
Piu­mag­gio
Cosa da torcere
Bru­ciante vici­nis­simo a noi
Vello, tiz­zone, tor­cia rovesciata
Fiamma della notte nel giorno
Ferro nel nostro cuore.


Que­sta poe­sia di Phi­lippe Jac­cot­tet, con tra­du­zione di Anto­nella Anedda è tratta dal volume
I Poeti della malin­co­nia, a cura di Bian­ca­ma­ria Frabotta
Don­zelli, 2001

La potete trovare anche su Rable un sito interessantissimo dedicato alla letteratura.

mercoledì 30 gennaio 2013

Silenzio, e poi

Sono un pezzo di legno bianco.
E anche tu.
Di un altro colore.

Silence, et puis

Je suis un bout de bois blanc.
Et vous aussi.
D'une autre couleur.

Marguerite Duras
C'est tous
traduzione di Donata Feroldi
Piccola Biblioteca Oscar Mondadori 1996


martedì 29 gennaio 2013

Scrivere è cercare di costruire una lingua essenziale

Perché scrivi?

Fin da ragazzo ho sentito che dovevo scrivere. Mi colpiva una frase, una persona, una parola, una situazione e dentro di me si metteva in moto qualcosa di indistinto e così sentivo il bisogno di comperare una penna, un quaderno e partendo da quella cosa appena percettibile, cominciavo a scrivere un racconto.
Questo processo non è mai cambiato. Leggendo, vivendo, assistendo a uno spettacolo, spesso mi prende il desiderio di annotare un particolare.
Può essere una scena di un romanzo e o di un racconto.
Poi la scrittura diventa un lavoro quotidiano, artigianale. Cerco di costruire una lingua semplice, essenziale, ed è la cosa più difficile da ottenere.
Non voglio pensare a come sarebbe la mia vita se non scrivessi. Credo di non poterlo nemmeno immaginare.

Alain Elkann

lunedì 28 gennaio 2013

Scrivo perché a furia di scrivere imparerò

Perché scrivi?

Non so trovare una sola risposta, quindi:
- è la domanda più indiscreta che abbia mai ricevuto;
- per non morire;
- perché è l'unica cosa che mia pare di saper fare;
- perché a furia di scrivere, forse un giorno imparerò.

Lea Vergine

domenica 27 gennaio 2013

Scrivere è la mia felicità


Perché scrivi?

Perché scrivo?
Perché non posso fare altrimenti. Perché scrivere è la mia felicità e la mia pena. Perché è quello che mi piace di più fare al mondo. Perché sarei infelice se non lo facessi.
E questo è tutto.

Rosetta Loy