martedì 2 settembre 2014

Scrivere è stare in un mare calmo, senza maree

Questo libro prenderebbe forma in me se io potessi far addormentare il cervello, calmo come un mare senza maree; invece non faccio che spremermi le meningi; distruggendo quel che cresce sotto. 
Non importa, dopodomani, quando andrò da Vita, comincerà la solitudine.

Lunedì 2 settembre 1925

Virginia Woolf
Diari. 1925-1930
a cura di Bianca Tarozzi
BUR 2012

lunedì 1 settembre 2014

Una mattina vorrei alzarmi presto e mettermi al tavolo da lavoro appena il cielo schiarisce

Almeno

Una mattina vorrei alzarmi presto,
prima dell'alba. Perfino prima degli uccelli.
Voglio lavarmi il viso con l'acqua fredda
e mettermi al tavolo da lavoro
appena il cielo schiarisce e il fumo 
comincia a salire dai comignoli
delle altre case.
Voglio vedere le onde infrangersi
su questa costa rocciosa, non solo sentirle
come ho fatto tutta la notte nel sonno.
Voglio rivedere le navi 
che attraversano lo Stretto, provenienti da tutte 
le nazioni marinare del mondo...
vecchi, sporchi bastimenti che appena si muovono
oppure navi da carico nuove e veloci
dipinte di tutti i colori dell'arcobaleno
che tagliano l'acqua quando passano.
Voglio tenerle d'occhio.
Anche la barchetta che fa la spola 
tra le navi 
e la stazione dei piloti vicino al faro.
Voglio vedere quando sbarcano un uomo
e ne prendono un altro a bordo.
Voglio passare la giornata a osservare questi eventi
e arrivare alle mie conclusioni.
Detesto sembrare troppo avido - ho già tanto
per cui essere grato.
Ma vorrei alzarmi presto un'altra mattina, almeno.
E andare al mio posto con un po' di caffe, per mettermi in attesa.
In attesa di vedere quel che accadrà.


Raymond Carver
Racconti in forma di poesia
traduzione di Riccardo Duranti
Minimum fax 1999

domenica 31 agosto 2014

In questi giorni mi levo con le betulle

Giorni in bianco

In questi giorni, mi levo con le betulle
e sulla fronte ravvio le ciocche di frumento
davanti a uno specchio di ghiaccio.

Amalgamato al mio respiro
sfiocca il latte:
così di buon'ora ha facile schiuma.
E dove il vetro appanno con l'alito
appare, dipinto da un dito infantile,
ancora il tuo nome: innocenza!
Dopo tanto tempo.

In questi giorni, non mi duole
di sapere dimenticare
e di essere costretta a ricordare.

Amo. Fino all'incandescenza io amo,
e ne ringrazio biblicamente il cielo.
L'ho imparato in volo.

In questi giorni, io ripenso all'albatro
che mi ha sollevata e trasportata
in un paese che è un foglio bianco.

All'orizzonte immagino,
fulgido nel suo tramonto,
il mio favoloso continente
laggiù, che mi ha congedata
già rivestita del sudario.

Vivo, e da lontano ascolto il suo canto del cigno!


Ingeborg Bachmann

sabato 30 agosto 2014

Scrivere racconti linerari

Ho cercato, non so con quanto successo, di redigere racconti lineari. Non mi azzarderò a dire che sono semplici; sulla terra non c’è una sola pagina, una sola parola che lo sia, giacché tutte postulano l’universo, il cui attributo più noto è la complessità. Voglio solo chiarire che non sono, né sono mai stato, quel che un tempo si chiamava un inventore di favole o un predicatore di parabole e oggi uno scrittore impegnato. Non aspiro a essere Esopo. I miei racconti come quelli delle Mille e una notte, intendono distrarre o commuovere e non persuadere. 

J.L. Borges
Il manoscritto di Brodie 
traduzione di Lucia Lorenzini
Adelphi 1999

venerdì 29 agosto 2014

Ancora mettiamo entrambi le mani sul fuoco

Nella penombra

Ancora mettiamo entrambi le mani sul fuoco:
tu per il vino del lungo fermento notturno
io per la mattinale acqua sorgiva, che non conosce i torchi.
Il mantice attende il maestro, in cui confidiamo.

Non appena l’ansia lo scalda, il soffiatore giunge.
Va’ via prima di giorno, arriva prima del tuo richiamo:
è antico, come la penombra sopra le nostre ciglia rade.

Di nuovo egli fonde il piombo nella caldaia di lagrime:
per una coppa a te – occorre solenizzare il tempo perduto -
a me per il coccio pieno di fumo – che sarà versato nel fuoco.
Mi scontro così con te, facendo tintinnare le ombre.

Scoperto è chi esita, adesso,
chi ha scordato la formula magica.
Tu non puoi e non vuoi conoscerla,
bevi sfiorando l’orlo, dove è fresco:
come un tempo, tu bevi e resti sobrio,
le ciglia ti crescono ancora, tu ancora ti lasci guardare!

Io con amore all'attimo protesa sono già, invece:
il coccio mi cade nel fuoco, piombo mi ridiventa
qual era. E dietro al proiettile sto,
monocola, risoluta, defilata,
e incontro al mattino lo invio.

Ingeborg Bachmann

giovedì 28 agosto 2014

serve un verso segretamente suo

serve un verso segretamente suo,
per svegliarsi sempre per lui,
e lavarsi col suo suono, un'onda castana, coi ricci
                                                                  di lino.

Osip Mandel'štam

mercoledì 27 agosto 2014

La complessa alchimia della passione creatrice

Qual è il carburante della creatività?
"Innanzitutto la passione, ma anche il piacere della ricerca. La creatività ci trasforma in esploratori e conquistatori, ci spinge ad affrontare apertamente la vita. Una volta lasciati gli ormeggi, non bisogna più pensare di tornare indietro. Il primo passo è un momento di non ritorno, implica la consapevolezza del viaggio che abbiamo appena intrapreso, che certo può essere incerto e rischioso, ma anche ricco di meraviglie e promesse. Naturalmente ci sono molti modi di fare il primo passo: a volte può anche essere semplicemente il fatto di prendere in mano una matita o un cacciavite, lasciandosi andare alla complessa alchimia della passione creatrice".

Lei però insiste anche sul carattere metodico della creatività: disciplina, concentrazione.
"Il gesto creativo implica un processo di apprendimento che ha bisogno di un metodo, di strumenti, di regole e allenamenti. Capisco che ciò possa sembrare contraddittorio, ma io sono fatto così. La mia creatività è sempre un percorso che va dal caos all'ordine. Quando ho una nuova idea, all'inizio mi ritrovo sommerso da una grande quantità d'intuizioni, ipotesi, opzioni e possibilità che si muovono in tutte direzioni. Poi, a poco a poco, riesco a mettere ordine in quella confusione, dando al progetto una direzione e contorni sempre più precisi. Naturalmente, accanto al metodo, nel processo creativo agisce anche una certa dose di casualità, d'imprevisto e d'improvvisazione, motivo per cui cito nel libro le belle parole del poeta Antonio Machado: "Per il viaggiatore non esiste sentiero." Quando si vuole controllare tutto, si rischia infatti d'imbrigliare lo slancio creativo, riducendone le potenzialità. Occorre lasciarsi andare e accettare l'imprevisto, come ho sperimentato personalmente molte volte".


frammenti dell'intervista di Fabio Gambaro a Philippe Petit, il funambolo più famoso del mondo, in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro

Creatività. Il crimine perfetto
traduzione di Sabrina Placidi
Ponte alle Grazie 2014