martedì 14 ottobre 2014

Quell'autunno perfino le poesie mi riuscivano bene

Non ho camminato nei tuoi sogni,
né mi sono mostrato in mezzo alla folla,
non sono apparso nel cortile
dove pioveva, o meglio cominciava a piovere
(questo verso lo cancello e non lo sostituirò),
era allettante credere,
come uno stupido,
che ti avrei incontrato presto,
eri tu che mi apparivi in sogno
(e mi prendeva una dolce tenerezza),
mi sistemavi i capelli sulle tempie.
Quell'autunno perfino le poesie
in parte mi riuscivano bene.
(Però mancava sempre un verso
o una rima per essere felice).

Boris Ryzhy

lunedì 13 ottobre 2014

Dove la strada infuocata tocca il cielo

Il giorno del bucato della poetessa che invecchia

Sollevo il viso ed esco, evitando la luce,
tenendomi lontano dalla curva dove la strada infuocata tocca il cielo.
Qualunque cosa esista al centro della terra mi
prenderà prima o poi. Prima. Di quanto io pensi.
Quel nucleo di luce concentrato
e chiuso, denso come una stella, come specchi
liquefatti. Rosso scuro e pesante. Trancio dal
macellaio. Già mi trascina giù, già
divento più bassa, in modo infinitesimo.
Le ossa delle gambe si ispessiscono – è l’inizio-
si contraggono, come muscoli.
Dopo arriva la fragilità, un vento secco che mi soffia
nel corpo,
sferzandomi da dentro, come se fossi
un fossile, le parti molli mangiate fino all'osso.
Presto diventerò di calcio. Comincia dal cuore.
Lavo moltissimo. Lavo tutto.
Se solo potessi fare tutto pulito, prima di morire.
Per vedere Dio, mi hanno detto, non si va
nella foresta o in città; non si va sul prato,
in riva al mare, a meno che non sia freddo.
Si va nel deserto.
Si pensa alla sabbia.

Margaret Atwood
traduzione di Loredana Magazzeni

domenica 12 ottobre 2014

La mia ombra rabbrividisce nell'aria del mattino

L'impero del caso

Ha il suolo arido e si estende tanto che lo sguardo ne scorge
solo frammenti; delle sue città si diceva splendessero,
ma sono di solito nascoste e appaiono, improvvise
e per caso, dietro una curva.
Abito vicino alle montagne in una valle 
brulla disseminata di massi sferici e rossi.
Coltivo un campo che si offusca e scompare,
poi si volta indietro a salutarmi. Dopo il lavoro 
spesso mi siedo nell'aria smeraldina della sera,
le gambe ben stese in avanti,
il collo del giaccone ben rialzato,
la sedia di vimini reclinata,
e provo a immaginare che fanno lassù
sulle colline di cristallo, così fredde, così colme 
dell’assenza di tutto ciò che abbiamo qui.
Il rumore dei treni distanti, i loro protratti 
fischi monotoni, plana dai passi ghiacciati.
E nel buio, sotto il peso della luce di stella, 
sogno di essere altrove: sento il mare che si culla 
sulla costa e il puro vento leggero 
farsi strada tra macchie di pini stenti
e strati di aria fosca. E mentre mi sforzo
di tenere vicina quella veduta, 
il giardinetto sul retro della casa
spande la sua fragrante carne illuminata dalla luna.
Quando arriva l’alba,
la pianura nuda oltre il mio prato 
si fa rosagrigia e sparse nubi trascinano 
falde di pioggia.
E nell'incrollabile vampa
di sole che si incurva
ad avvolgermi, tutto vortica
via, fuori dalla mia portata, come se l’esser qui
fosse uno sbaglio. Così il giorno comincia.
Il gran lago a occidente fa salire un muro di caligine,
le montagne a sud e a est un fregio
di vette innevate, e gli ariosi spazi
del nord un ammasso di freddo.
Malgrado gli antichi confini, l’impero è informe.
Lavoro il mio campo sotto le strida dei gabbiani
e lo sguardo profondo del cielo. Lavoro sodo
finché non sopporto più il mio lavoro.
È la dura verità di quel che faccio.
La mia ombra rabbrividisce nell'aria del mattino.

Mark Strand
Il futuro non è più quello di una volta
a cura di D. Abeni

Minimum fax 2006

sabato 11 ottobre 2014

Non rifiutare mai a nessuno acqua e fuoco

L'aratro solitario

Ogni cosa era sancita. Assicurata, razionalmente elaborata,

avresti quasi detto umana. Anche le assemblee del Popolo
avevano la loro importanza;
Atena proteggeva il diritto; presente di persona, benché in-
visibile,
presiedeva sempre le assemblee dell'Aeropago; e se i voti
erano distribuiti in due parti uguali, allora la bilancia della 
giustizia 
pendeva dalla parte dell'accusato.
Bei giorni abbiam passato -
sembrano proprio un sogno;- sono esistiti? non sono esi-
stiti?-
e se li avessimo semplicemente sognati?- e se li avesse alte-
rati il frequente ricordare 
nei piovosi crepuscoli autunnali?
Quando festeggiavamo l'aratura
il sacerdote chino tracciava il primo solco ai piedi dell'A-
cropoli
recitando belle parole: "Non rifiutare mai a nessuno acqua 
e fuoco.
A chi ti chiede la via, non indicarla mai sbagliata. Non la-
sciare mai 
privo di sepoltura un morto. Non uccidere il toro che tra-
scina l'aratro."

Belle parole, in effetti;- nient'altro che parole; ma nella real-
tà, ai giorni nostri come allora,
fuoco per la messe del vicino, acqua che inonda,
e il toro dai nastri rossi che cuoce nel calderone del ladro.

Soltanto l'aratro, abbandonato (guidato forse da una mano 
invisibile),
continua a solcare il campo sterile pieno di gigli selvatici e di 
malve.


Ghiannis Ritsos

venerdì 10 ottobre 2014

La tigre assenza


pro patre et matre
Ahi che la Tigre, 
la Tigre Assenza, 
o amati, 
ha tutto divorato 
di questo volto rivolto 
a voi! La bocca sola 
pura 
prega ancora 
voi: di pregare ancora 
perché la Tigre, 
la Tigre Assenza, 
o amati, 
non divori la bocca 
e la preghiera... 

Cristina Campo 
La Tigre Assenza
Adelphi 1991

giovedì 9 ottobre 2014

Allora, la sta trovando la sua felicità?

Sì, quella libreria non è stata soltanto un rifugio, ma una tappa nella mia vita. Spesso restavo lì fino all'ora della chiusura. C'era una sedia vicino allo scaffale, o piuttosto un alto sgabello, mi sedevo e sfogliavo i libri e gli album illustrati. Mi chiedevo se si accorgessero della mia presenza. In capo a qualche giorno, senza smettere di leggere, mi diceva una frase, sempre la stessa: "Allora, la sta trovando la sua felicità?" Molto tempo dopo, qualcuno mi ha assicurato che l'unica cosa impossibile da ricordare è il timbro delle voci. Eppure, ancora oggi, durante le mie notti insonni, sento spesso la voce dall'accento parigino - quello delle strade in salita - dirmi: "Allora, la sta trovando la sua felicità?" 

Una frase che conserva ancora oggi tutta la sua gentilezza e il suo mistero.

Patrick Modiano
Nel caffè della gioventù perduta
traduzione di Irene Babboni
Einaudi 2010

mercoledì 8 ottobre 2014

Vince il peso degli oggetti

C’è come un dolore nella stanza

C’è come un dolore nella stanza, ed
è superato in parte: ma vince il peso
degli oggetti, il loro significare
peso e perdita.
C’è come un rosso nell'albero, ma è
l’arancione della base della lampada
comprata in luoghi che non voglio ricordare
perché anch'essi pesano.
Come nulla posso sapere della tua fame
precise nel volere
sono le stilizzate fontane
può ben situarsi un rovescio d’un destino
di uomini separati per obliquo rumore.

Amelia Rosselli
Documento
1976
traduzione di Peter Robinson con Emmanuela Tandello
dal sito di Nuovi Argomenti
*
There’s like a pain in the room, and
it’s overcome in part: but the weight
of objects wins, their significance
weight and loss.
There’s like a red in the tree, but it’s
the orange of the lamp-base bought
in places I don’t want to remember
because even they weigh.
Like nothing I can know of your hunger
precise in their will
are the stylized fountains
for men separated by oblique noise
a reversal of fate could indeed take place.