skip to main |
skip to sidebar
Almeno una volta al giorno qualcuno solleva la testa dalla pila dei libri e mi si avvicina. Dovresti vedere il suo sorriso mentre mi mostra quello che aveva cercato per anni! Quasi sempre si tratta di un libro che aveva letto durante l'infanzia, probabilmente questa è la sola cosa in grado di accendere una scintilla negli occhi della gente.
David Grossman
Che tu sia per me il coltello
traduzione di Alessandra Shomroni
Mondadori 1999
Nella società ebraica medievale, per esempio, l'apprendimento della lettura era oggetto di un rituale esplicitamente celebrato. Nella festa del Shavuot, il giorno in cui Mosè ricevette la Torah dalle mani di Dio, il bambino che doveva essere iniziato veniva avvolto in uno scialle da preghiera e condotto al maestro dal padre. Il maestro faceva sedere il bambino sulle sue ginocchia e gli mostrava una lavagna su cui erano scritti l'alfabeto ebraico, un brano delle Scritture e la frase «Possa la Torah essere la tua occupazione». Il maestro leggeva ad alta voce ogni parola e il bambino la ripeteva. Poi la lavagna veniva spalmata di miele e il bambino lo leccava, affinché il suo corpo assimilasse le parole sacre. Si usava anche scrivere versetti della Bibbia su uova sode e su dolci al miele, che il bambino poteva mangiare dopo aver letto quelle frasi al maestro.
Alberto Manguel
Una storia della lettura
traduzione di Gianna Guadalupi
Mondadori 1997
Non si farà mai capire - per esempio - ad un ragazzo il quale alla sera è immerso nella lettura di una bella storia avvincente, non si riuscirà mai a fargli capire con una dimostrazione che si riferisca a lui solo che deve interrompere la lettura e andare a letto.
Franz Kafka
Confessioni e immagini
traduzione di Italo Alighiero Chiusano
Mondadori 1960
Il mondo era grande.
Ma tutto era ancora più grande quando si ascoltava una cosa raccontata.
João Guimarães Rosa
Una storia d'amore
traduzione di Edoardo Bizzarri
Feltrinelli 1989
Notte di luna velata:
qualcuno è fermo
tra i peri del giardino
Yosa BusoninHaikuIl fiore della poesia giapponeseda Bashō all'Ottocentoa cura di Elena Dal PraMondadori 1998
Cade una foglia di paulonia -
perché non vieni
nella mia solitudine?
Matsuo BashōinHaikuIl fiore della poesia giapponeseda Bashō all'Ottocentoa cura di Elena Dal PraMondadori 1998
Voltarsi nell’aria di vetro
Non ho bisogno di voltarmi indietro
né di quella fresca aria di vetro
che scontorna le mie immaginazioni
per vedere l’albero che diventa
il nulla e la strada farsi
vuoto anziché sostegno ai miei
passi. Non ho bisogno di farlo
ancora perché già troppe volte
mi sono girata e adesso ho
imparato che solo la parola
tiene il mio passo e non ho
bisogno, non più, di guardare
dove va perché abito a ogni
ora il regno della mia immaginazione
e trasformo la foglia caduta
in un fiore appena sbocciato,
la pioggia lieve di questo autunno,
nel sole fendente di un’estate
che mai più sarà. Tengo gli
occhi chiusi e solo la tua voce
conosce la strada per varcare
il mio cancello.
Elena Petrassi
Scrivere il vento
Ati editore 2016