sabato 7 marzo 2015

Nel solco di meli duri che scava la settimana di marzo

marzo, notte

Nel solco di meli duri che scava la settimana di marzo
con lo sguardo al muro di cucina
dove ho inchiodato un verso mai finito che leggo e leggo
trascinandomi acqua sulle dita.
Nell'alba spezzata dalla sete, quando corro sul pavimento
e nell'oscurità non riconosco le stanze ma incido 
– con la stessa mano che forse mi sbarrerà l'orecchio nel 
dolore - lettere immense lungo le pareti.

Antonella Anedda
Notti di pace occidentale
Donzelli 1999

venerdì 6 marzo 2015

Verità di parola e verità di vento

Minacce del testimone

I

Che volevi erigere su questo desco,
Se non il doppio fuoco della nostra morte?
Ho avuto paura,
Ho distrutto in questo mondo il desco
Rossastro e nudo, in cui si dichiara il vento morto.

E poi sono invecchiato.
Verità di parola e verità di vento
Non combattono più, là fuori.
Si è ritirato il fuoco, ed era la mia chiesa.
Non ho più neanche paura ormai, non dormo.

Yves Bonnefoy
Ieri deserto regnante
traduzione di Diana Grange Fiori
Guanda 2005

Hier Régnant Désert
Mercure de France 1958

Menacés du témoin

I

Que voulais-tu dresser sur cette table,, 
Sinon le double feu de notre mort ? 
J'ai eu peur, j'ai détruit dans ce monde la table 
Rougeàtre et nue, où se déclare le vent mort.

Puis j'ai vieilli. Dehors, vérité de parole 
Et vérité de vent ont cessé leur combat. 
Le feu s'est retiré, qui était mon église. 
Je n'ai même plus peur, je ne dors pas.

giovedì 5 marzo 2015

La pioggia e la lucerna

Una pietra

Scendi, ma dolce pioggia, sul viso.
Spegni, ma lentamente, la ben povera lucerna.

Yves Bonnefoy
Pietra scritta
traduzione di Diana Grange Fiori
Guanda 2005

mercoledì 4 marzo 2015

Diventerai alla fine soltanto una poesia

Piccola poesia d'amore

Diventerai alla fine soltanto una poesia
e un ricordo quando sarò malato: nel buio, mezz'ora prima di mezzanotte
mentre fuori mormora la città sotto la nebbia
Sarai una piccola amicizia con il Mondo
Darai lo charme necessario a questa o quella facciata una volta 
                                                                                    [e da qualche parte
a questo o a quel luogo deserto e senza impronte
all'ombra dei viaggi quando un mare buono e quieto giocherà
                                                                                        [lungo le mura
in un pomeriggio ombroso: ti dico, tutto il resto è inutile


Milivoj Slavicek
Antologia della poesia croata contemporanea
a cura di Marina Lipovac Gatti
Hefti 1999

martedì 3 marzo 2015

Due melagrane che rotolano sulla tovaglia

Il corno

Qualcuno osserva due melagrane
mentre rotolano sulla tovaglia

A me interessa l'etereo bozzolo
che le rincorre

questo nido del vuoto
il tondo scuro strepitio dei nulla

Veselko Koroman
Antologia della poesia croata contemporanea
a cura di Marina Lipovac Gatti
Hefti 1999

lunedì 2 marzo 2015

Sull'arbitrio iniziale della prima parola si fonderà l'architettura dell'opera

La prima parola
Credo che non potrei mai scrivere sul foglio bianco la prima parola, se non la pensassi provvisoria: un’asta cui appoggiarsi per il salto, uno strumento del quale ci si serve per andare oltre e che in seguito verrà magari accantonato o sostituito. 

Se la scrittura, nel suo procedere, è ricerca di una legge, di una necessità che leghi le parti al tutto e le premesse alle conseguenze, l’inizio è invece casualità assoluta. 
Di qui la sensazione particolare che provo dinanzi al foglio bianco; so di dover commettere un arbitrio, inevitabilmente, e che proprio su questo arbitrio iniziale si fonderà poi l’intera architettura dell’opera. 
La prima frase, la prima pagina, costituisce la cellula germinale dalla quale si sviluppa tutto il resto, ma questa frase sarebbe stata forse diversa se l’avessi scritta ieri o domani, se il mio umore fosse stato differente. 
Dall'infinito campo del possibile bisogna passare alla realtà di ciò che è “nero su bianco”, con tutta la limitatezza e la contingenza implicita in un simile passaggio. 
Si può considerarla una caduta: dalla condizione edenica del non essere a quella dell’essere, così ambigua e problematica. 
Qui davvero la scrittura somiglia in maniera inquietante a un gioco d’azzardo, come il lancio dei dadi. 
Forse è la caratteristica comune a ogni principio, compreso quello della nostra vita, poiché in fondo anche la nascita è un lancio dei dadi, una prima parola tracciata sul foglio bianco. 

Paola Capriolo
Avvenire 2008

domenica 1 marzo 2015

terreni inzuppati di pioggia e stelle di marzo.

Stelle di marzo

Ancora la semina è lontana. Si vedono
terreni inzuppati di pioggia e stelle di marzo.
Nella formula di pensieri infecondi
si configura l’universo seguendo l’esempio
della luce, che non sfiora la neve.

Sotto la neve ci sarà anche polvere
e, non disfatto, il futuro nutrimento
della polvere. Oh il vento che si leva!
Altri aratri dirompono l’oscurità.
Le giornate tendono a farsi più lunghe.

Nelle lunghe giornate, non richiesti,
veniamo seminati entro quei solchi storti
e diritti, e si eclissano stelle. Nei campi
prosperiamo o ci corrompiamo a caso,
docili alla pioggia, e infine anche alla luce.

Ingeborg Bachmann
Poesie
traduzione di Maria Teresa Mandalari
Guanda 1988

Sterne im März

Noch ist die Aussaat weit. Auf treten 
Vorfelder im Regen und Sterne im März. 
In die Formel unfruchtbarer Gedanken 
fügt sich das Universum nach dem Beispiel 
des Lichts, das nicht an den Schnee rührt.

Unter dem Schnee wird auch Staub sein 
und, was nicht zerfiel, des Staubes 
spätere Nahrung. O Wind, der anhebt! 
Wieder reißen Pflüge das Dunkel auf. 
Die Tage wollen länger werden.

An langen Tagen sät man uns ungefragt
in jene krummen und geraden Linien,
und Sterne treten ab. Auf den Feldern
gedeihen oder verderben wir wahllos,
gefügig dem Regen und zuletzt auch dem Licht.