martedì 9 settembre 2014

Non c'è inizio né fine per l'immaginazione

Non c'è inizio né fine per l'immaginazione 
ma essa gode delle sue stagioni rovesciando l'ordine abituale 
come le piace. Con l'aria della stanza più fredda sembrerà costruire 
le passioni più roventi. Mozart danzava con la  moglie, 
fischiettando una sua melodia per tener lontano il freddo e Villon 
smise di scrivere sul suo Petit Testament soltanto quando l'inchiostro 
gelò. Ma gli uomini nella più atroce povertà di immaginazione 
comprano fronzoli indulgendo in stravaganti umori per colmarne 
la carenza in altro modo.

William Carlos Williams
Improvisations
Kora in Hell
1920 Four Seasons Company
traduzione Elena Petrassi

There is neither beginning nor end to the imagination 
but it delights in its own seasons reversing the usual order 
at will. Of the air of the coldest room it will seem to build 
the hottest passions. Mozart would dance with his wife, 
whistling his own  tune to keep the cold away and Villon 
ceased to write upon his Petit Testament only when the ink 
was frozen. But men in the direst poverty of the imagination 
buy finery and indulge in extravagant moods in order 
to piece out their lack with other matter.

lunedì 8 settembre 2014

Far essere il senso malgrado l’enigma

Far essere il senso malgrado l’enigma: è la definizione canonica e il compito della poesia secondo Bonnefoy. Qui, in questo poema del tempo delle rovine e delle devastazioni, la poesia parla di persona e rassicura facendo ascoltare la musica sapiente, quella musica che rende chiaro e percettibile, dall’ interno delle cose, il legame della presenza:
Ascoltare la musica che delucida
 Col flauto sapiente alla cima delle cose
 Il suono del colore in ciò che è.”

Jacqueline Risset
Il silenzio delle sirene
Donzelli 2006

domenica 7 settembre 2014

La pagina dove nessuno ha scritto

La pagina bianca


Quella che hai giusto in mano è quasi bianca, 
ma non del tutto, non esiste il bianco totale:
è liscia, dura, tenace, sottile, e di solito
crepita, scivola, cigola, si strappa, è quasi inodore;
e com’è non rimane, si ricopre 
di menzogne, orrori, contraddizioni, assorbe tutto:
sogni, angosce, trucchi, lacrime, brame,
finché saranno asciutti, gialli, ammuffiti, grigi,
finché il tutto s’ammolla, nella pioggia, si sbriciola, nell’immondizia,
sempre più esiguo. Forse soltanto se è della qualità migliore…
ove poi meglio di tutto è forse ciò che nessuno 
vi ha scritto: un pesce, una saliera, una stella,
un unicorno, un elefante, una testa di bue, 
emblema di S. Luca. Ciò che ti appare
se lo metti controluce – resiste,
mille anni, forse, o solo un minuto ancora.


Hans Magnus Enzensberger

sabato 6 settembre 2014

Dall'orecchio di una goccia di pioggia

Il bastone della pioggia

Capovolgi il bastone della pioggia e ciò che accade 

è musica che mai avresti immaginato 
di ascoltare. Nel fusto di un cactus

fluiscono scroscio, chiusa - dischiusa, rovescio,
risacca. Stai lì come una canna 
suonata dall'acqua, poi lo agiti

e diminuendo corre per tutte le scale
come una grondaia che smette di gocciolare. Ed ecco
uno spruzzo di gocce dalle foglie bagnate,

poi sgocciolio dall'erba e dalle margherite,
poi pioggialuce, semirespiri d'aria.
Capovolgi ancora il bastone. Ciò che accade

non lo sminuisce l'essere accaduto
una, due, dieci, mille volte.
Che importa se tutta la musica che traspira 

è la caduta di sabbia o semi secchi in un cactus?
Sei come un ricco che entra in cielo 
dall'orecchio di una goccia di pioggia. Ascolta ancora.


Seamus Heaney

venerdì 5 settembre 2014

Ho sempre amato contemplare le nuvole

Ho sempre amato contemplare le nuvole. Niente in natura può competere con la loro mutevolezza e la loro scenografica teatralità. Niente possiede la stessa bellezza effimera e sublime.
Se certi meravigliosi tramonti dietro una cortina di altocumuli dovessero dispiegarsi in cielo solo una volta ogni venticinque anni, entrerebbero senza dubbio a far parte delle leggende di tutti i tempi. Eppure, la maggior parte della gente sembra accorgersi appena delle nubi, quando non le considera addirittura un difetto che compromette la perfezione di un giorno d’estate, o una scusa per sentirsi giù di morale e «rannuvolarsi». Non c’è nulla di più deprimente, a quanto pare, del «vedere solo nubi all'orizzonte». Alcuni anni fa decisi che bisognava porre fine a questa deplorevole situazione. Le nuvole meritavano una sorte migliore e non andavano più considerate mere metafore di sventura. Qualcuno doveva intervenire in loro difesa.


Gavin Pretor-Pinney

Cloudspotting
Una guida per i contemplatori di nuvole
traduzione di Federica Oddera
Guanda 2006



giovedì 4 settembre 2014

Di che scrivere?

«Di che scrivere! Tutta la mia vita è una lettera a te». 

Viktor Sklovskij 
Zoo o lettere non d’amore
a cura di Maria Zalambani
Sellerio editore 2002

mercoledì 3 settembre 2014

Ritratto di un uomo che legge alla finestra

Lettura

La vita di ognuno è un mistero, proprio come 
la vostra o la mia. Immaginate
un castello con le finestre che si affacciano
sul lago di Ginevra. Là sulla finestra 
nei giorni assolati e caldi c'è un uomo
così assorto nella lettura che non alza 
gli occhi. O se lo fa, usa un dito
come segnalibro, alza lo sguardo e scruta
al di là dell'acqua verso il Monte Bianco
e oltre, verso Selah, stato di Washington, 
dove sta con una ragazza 
e si sta ubriacando per la prima volta.
L'ultima cosa che ricorda, prima
di perdere i sensi, è che lei gli ha sputato in faccia.
Lui continua a bere 
e a farsi sputare addosso per anni.
Ma ci sarà gente che vi dirà
che le sofferenze rafforzano il carattere.
Siete liberi di pensarla come volete.
ad ogni modo, lui si rimette 
a leggere e non si farà venire i complessi 
di colpa per sua madre 
che va alla deriva sulla sua barca di tristezza, 
e preoccupazioni per i figli
e per i loro problemi senza fine.
Né ha intenzione di pensare alla
donna con gli occhi chiari che lui amava
e alla sua disfatta per mano di una religione orientale.
Il dolore di lei non ha inizio e non ha fine.
Si faccia pure avanti, nel castello o a Selah, 
chiunque possa vantare un legame con l'uomo
che siede tutto il giorno alla finestra a leggere
come il quadro di un uomo che legge.
si faccia pure avanti il sole. 
Si faccia pure avanti l'uomo stesso.
Ma che diavolo starà mai leggendo? 

Raymond Carver
Racconti in forma di poesia
traduzione di Riccardo Duranti
Minimum fax 1999

Reading

Every man's life is a mystery, even as
yours is, and mine. Imagine
a château with a window opening
onto Lake Geneva. There in the window
on warm and sunny days is a man
so engrossed in reading he doesn't look
up. Or if he does he marks his place
with a finger, raises his eyes, and peers
across the water to Mont Blanc,
and beyond, to Selah, Washington,
where he is with a girl
and getting drunk for the first time.
The last thing he remembers, before
he passes out, is that she spit on him.
He keeps on drinking
and getting spit on for years.
But some people will tell you
that suffering is good for the character.
You're free to believe anything.
In any case, he goes
back to reading and will not
feel guilty about his mother
drifting in her boat of sadness,
or consider his children
and their troubles that go on and on.
Nor does he intend to think about
the clear-eyed woman he once loved
and her defeat at the hands of eastern religion.
Her grief has no beginning, and no end.
Let anyone in the château, or Selah,
come forward who might claim kin with the man
who sits all day in the window reading,
like a picture of a man reading.
Let the sun come forward.
Let the man himself come forward.
What in Hell can he be reading ?