sabato 7 giugno 2014

Un romanzo o una poesia sono il prodotto di una reciproca solitudine

Un romanzo o una poesia non sono un monologo, bensì una conversazione tra uno scrittore e un lettore: una conversazione del tutto privata, che esclude tutti gli altri - un atto, se si vuole, di reciproca misantropia.
E nel momento in cui questa conversazione avviene lo scrittore è uguale al lettore, come del resto viceversa, e non importa che lo scrittore sia grande o meno. Questa uguaglianza è l'uguaglianza della coscienza.
Essa rimane in una persona per il resto della vita sotto forma di ricordo, nebuloso o preciso; e presto o tardi, a proposito o a sproposito, condiziona la condotta dell'individuo.

[...]

Un romanzo o una poesia sono il prodotto di una reciproca solitudine - quella di uno scrittore e quella di un lettore.

Iosif Brodskij

venerdì 6 giugno 2014

La poesia ci sveglia e ci riscuote nel bel mezzo della parola

Quando pronunciamo, ad esempio, la parola “sole, non liberiamo un significato bell'e pronto, ma passiamo attraverso un ciclo tutto particolare
Ogni parola è un fascio di significati, e un significato affiora da esso per irradiarsi in varie direzioni, senza mai convergere in un solo punto ufficiale. Pronunciando "sole", noi compiamo una sorta di enorme tragitto a cui siamo talmente abituati che viaggiamo immersi nel sonno. 
La poesia si distingue dal linguaggio automatico proprio in quanto ci sveglia e ci riscuote nel bel mezzo della parola.
Questa risulta allora molto più lunga di quanto pensassimo, e ci rammentiamo che parlare significa essere sempre in cammino. 

Osip Mandel'štam 
Conversazioni su Dante
traduzione di R. Faccani e R. Giaquinta
Il melangolo 1994

giovedì 5 giugno 2014

L'ordine, la forma, la tessitura dei miei romanzi

C'è un'idea, in quello che scrivo, senza la quale non avrei dato un centesimo per l'intero lavoro. 
È l'idea più bella e piena, e il suo prendere corpo è un trionfo di pazienza e di ingegno. Dovrei lasciare a qualcun altro il compito di dirlo: ma il fatto che nessuno lo dica è precisamente ciò di cui stiamo parlando. 
È la piccola magia che scorre da un capo all'altro dei miei libri; il resto, al confronto, si ferma alla superficie. 
L'ordine, la forma, la tessitura dei miei romanzi saranno forse un giorno, per gli iniziati, una rappresentazione completa di tutto ciò. Dunque, è questo che i critici devono cercare. Direi addirittura - soggiunse con un sorriso - che è quello che i critici devono trovare.

Henry James
La figura nel tappeto
a cura di Benedetta Bini
Sellerio 2002

mercoledì 4 giugno 2014

Il silenzio si addensa nel ticchettio degli astri

Il canto è al di fuori del gallo;
goccia a goccia sta cadendo nel suo corpo,
ora che dorme sull'albero.
Sotto la notte cade, non smette di cadere
dall'ombra tra le sue vene e le sue ali. 
Il canto sta riempiendo, incontenibile,
il gallo come fosse un'anfora;
riempie le sue piume, la sua cresta, i suoi speroni,
fino a straripare e si ode immenso il grido
che attraverso il mondo si sparge senza tregua.
Poi il battito delle ali torna alla sua quiete
e il silenzio si addensa.
Nuovamente il canto resta fuori
diffuso all'ombra dell'aria.
Dentro al gallo ci sono solo viscere e sonno
e una goccia che cade nella notte profonda,
silenziosamente, al ticchettio degli astri.

Eugenio Montejo
La lenta luce del tropicoAntologia poetica 
traduzione di Luca Rosi
Le Lettere 2006 

EL CANTO DEL GALLO
      a Adriano González León
El canto está fuera del gallo;
está cayendo gota a gota entre su cuerpo,
ahora que duerme en el árbol.
Bajo la noche cae, no cesa de caer
desde la sombra entre sus venas y sus alas.
El canto está llenando, incontenible,
al gallo como un cántaro;
llena sus plumas, su cresta, sus espuelas,
hasta que lo desborda y suena inmenso el grito
que a lo largo del mundo sin tregua se derrama.
Después el aleteo retorna a su reposo
y el silencio se vuelve compacto.
El canto de nuevo queda fuera
esparcido a la sombra del aire.
Dentro del gallo sólo hay vísceras y sueño
y una gota que cae en la noche profunda,
silenciosamente, al tic-tac de los astros.

(de Alfabeto del mundo, 1986)

martedì 3 giugno 2014

Se niente è ombra se tutto è cieco

Disgiunzioni

il reale è una corda che aspetta d’essere tesa 
di vuoto in vuoto come un filo di ragno
o per caso la luce che alimenta ogni cosa 
se niente è ombra se tutto è cieco

Guillermo Boido
traduzione di Antonio Bux dal suo blog


Disyunciones

lo real es una cuerda que aguarda ser tendida
de vacío en vacío como un hilo de araña

o acaso es la luz que alimenta toda cosa
si nada es sombra si todo es ciego

lunedì 2 giugno 2014

Luce è linguaggio per un uomo di fuoco

Della luce del sole si può dire
più di quanto si dica del linguaggio: ma linguaggio
e luce, a vicenda
aiutandosi – francese l’uno e l’altra -
non han disonorato un aggettivo
che rimane ancora radicato.
Sì, luce è linguaggio. Libera franca
imparziale luce di sole, luce di luna,
luce di stelle, luce di faro,
sono linguaggio. E il faro
di Creach’h d’Ouessant,
sulla sua indifesa
scaglia di roccia, è il discendente di Voltaire,
la cui giustizia fiammeggiante andò
a raggiungere un uomo già colpito:
dall’inerme
Montaigne, il cui equilibrio,
conservato malgrado la durezza
del bandito, accese la scintilla
salvatrice del rimorso; di Émile Littré,
mosso dalla passione filologica,
ammaliato dagli otto volumi
d’Ippocrate, il suo
autore. Era
un uomo di fuoco, uno scienziato
della libertà, questo tenace Maximilien
Paul Émile Littré. Se l’Inghilterra
è difesa dal mare,
noi, con la consolidata Libertà
di Bartholdi, che regge alta
la torcia accanto al porto, udiamo
l’ingiunzione della Francia: “Ditemi
la verità, e specialmente quando
sia spiacevole”. E noi,
noi possiamo rispondere soltanto:
“Questa parola Francia vuole dire
affrancamento: vuole dire una
che “rianima chiunque pensi a lei”.

Marianne Moore
Le poesie
a cura di Lina Angioletti e Gilberto Forti
con due saggi di T.S. Eliot e W.H. Auden.

Adelphi 1991

domenica 1 giugno 2014

La poesia è l'ombra della gran cicatrice nell'aria

Starsene lì, all'ombra
della gran cicatrice nell'aria.

Uno stare per nessuno, e per nulla.
Sconosciuto,
solo
per te.


Con quanto lì trova spazio,
anche senza
lingua.

Paul Celan
Traduzione di Giuseppe Bevilacqua