sabato 14 settembre 2013

La nube-preghiera è pas­sata di lato

La nube-preghiera è pas­sata di lato
le lacrime si sono infil­zate, hanno cal­pe­stato le rughe,
i denti, i guanti. Asso­pi­sciti, o malato
terzo occhio, mono­colo della porta
con la corda di una pic­cola crepa
sull’uomo
in piedi
quasi fosse senza fiore,
con il dito
sul punto sen­si­bile del campanello,
biso­gnoso
di una cosa soltanto
lo scatto
della ser­ra­tura…
Dormi, mia dol­cezza, asso­pi­sciti, svanisci,
dormi, erbetta indo­cile, allungati
verso i pie­dini, i sandaletti,
dormi e sogna…
una pri­ma­vera – verde – da impazzire…


Marina Gol’denberg
Que­sta poe­sia è tratta dal volume La nuo­vis­sima poe­sia Russa
a cura di Mauro Mar­tini
Einaudi 2003

venerdì 13 settembre 2013

La luce beve orme di pioggia sui sentieri

I

Mentre tu dormi
le stagioni passano
sulla montagna.

La neve in alto
struggendosi dà vita
al vento:
dietro la casa il prato parla,
la luce
beve orme di pioggia sui sentieri.

Mentre tu dormi
anni di sole passano
fra le cime dei làrici
e le nubi.

 II

Io posso cogliere i mughetti
mentre tu dormi
perché so dove crescono.

E la mia vera casa
con le sue porte e le sue pietre
sia lontana,
né io più la ritrovi,
ma vada errando
pei boschi
eternamente –
mentre tu dormi
ed i mughetti crescono
senza tregua.

Antonia Pozzi

giovedì 12 settembre 2013

L’invidia degli dèi

Parla piano, dissimula e menti sui nostri giorni
gli dèi sono presenti anche tra le foglie dell’ulivo
tra i disadorni petali della camelia rosa, nella maglia
di piume che il pettirosso in posa ostenta al mondo.
Sono all’ascolto nella limonaia, al riparo
nel folto della macchia, dentro il filo d’acqua
che sgorga raro e improvviso come una notizia
dalla faccia di pietra, sono lí lungo il bordo
del cuscino che ti incornicia il viso. Ricorda sempre
che la loro invidia non arretra di un passo
e ti ammaestra a non scoprire mai la nostra gioia.


Lucio Mariani 
Canti di Ripa Grande (2010-2013)

postfazione a cura di Luca Canali
Crocetti Editore 2013

mercoledì 11 settembre 2013

Sono stato invitato all’improvviso fra le rose

Strada

Un bagliore di automobili in fuga
i miei pensieri riordinava in bianco e nero.

Io che attraverso la strada
solo nei punti consentiti dalla legge,
sono stato invitato all’improvviso
fra le rose.

E come si chiarisce un bruno ramo
nel punto in cui si spezza, così io
nel mio amore
sono chiaro.

Yehuda Amichai
Poesie
introduzione di Ted Hughes
traduzione di Ariel Rathaus
Crocetti Editore 1993, 2001

martedì 10 settembre 2013

Quant’era per­fetto. Antico. Irredimibile.

I dolori della rosa s’accrescevano.
Attorta in un campo di malerbe, la rosa indifesa
provò la brezza del para­diso una sola volta, poi spirò.
I bimbi pian­sero: “Oh rosa, ritorna:
Ti vogliamo bene, rosa”. Poi qual­cuno disse che presto
avreb­bero avuto un’altra rosa. “Venite, tesori,
allo sta­gno, spor­ge­tevi dalla riva e guardatevi
guar­dare all’insù. Adesso la vedete,
i petali schiusi, che sale in super­fi­cie, si tra­muta in voi?”
Oh no” escla­ma­rono. “Noi siamo quel che siamo – nient’altro”.

Quant’era per­fetto. Antico. Irredimibile.

Mark Strand
L’uomo che cam­mina un passo avanti al buio
Poe­sie 1964–2006
tra­du­zione di Damiano Abeni
Mon­da­dori 2011

lunedì 9 settembre 2013

Stare dentro un'altra luce

Restare

Gli occhi si sono fatti di sale nel voltarmi
i pensieri si sono fermati nei gesti, nel silenzio delle cose fatte;
ho raccolto le briciole del dopopranzo
e le ho scosse nell’aria vitrea del giardino
dove è appena spiovuto e irrompe il sole.
Qui, anche il più lieve soprassalto del merlo oltre la siepe
sta fermo e stanno ferme le mie parole come navi in bottiglia.
La vostra lingua è la mia, ma la mia non è la vostra
mi son sentito pensare mentre in casa lampeggia in penombra
il televisore e una musica epica diffonde l’eleganza di una berlina.
Tengo per me cos’è curare il fuoco
l’odore spesso di legna bagnata, lo stoppino fra le dita
lo stare di tutti i giorni nelle cose da fare, dentro un’altra luce
rotta dalle nuvole, un diverso tramontare allacciato agli alberi alti
pieno negli occhi delle case, sulle bestie dei poveri;
un po’ qua un po’ là
si sta soli così, oggi, un giorno così, un giorno più soli.

Pierluigi Cappello
Mandate a dire all’imperatore 

Crocetti, 2010

domenica 8 settembre 2013

Smuovere il cardine di gesti e parole

Non le parole
sempre sulla bocca di tutti
ma quelle che furono bruciate, calpestate,
quelle che mancano come i chicchi d’uva
mangiati anzitempo,
ma a questo nessuno fa caso.
Non i gesti
che i credenti scimmiottano
per i sacerdoti
ma quelli che il corpo fa fatica ad apprendere
per poter sopravvivere
e non può trasmetterli ad un altro corpo.
Non l’odore
d’incenso o di nostalgia sbocciata,
che ci assopisce o culla in un torpore setoso,
ma quello che ci scuote, che inaspettatamente
invade le cavità corporali
e resuscita tutti i sensi.
Non la poesia
che scivola per le banchine gelate della storia letteraria,
ma quella il cui audace odore
è capace di smuovere
il cardine di gesti e parole.

Taja Kramberger
Vsakdanji pogovori [Conversazioni quotidiane]
(CSK, Ljubljana, 2006)

 Traduzione dallo sloveno a cura di Michele Obit